L‘Università di Foggia migliora la propria posizione nella classifica Censis 2026-2027 dedicata agli atenei italiani, guadagnando tre posti rispetto allo scorso anno e attestandosi all’undicesimo posto tra i medi atenei statali.
La graduatoria, pubblicata oggi dal Censis, rappresenta da oltre venticinque anni uno dei principali punti di riferimento per gli studenti chiamati a scegliere il proprio percorso universitario. L’analisi prende in considerazione numerosi indicatori, tra cui strutture, servizi, borse di studio, internazionalizzazione, comunicazione, servizi digitali e occupabilità, elaborando complessivamente 70 classifiche sulla base di oltre 960 variabili.
L’Università di Foggia guadagna tre posizioni
Nella categoria dei medi atenei statali, che comprende le università con un numero di iscritti compreso tra 10mila e 20mila, l’Università di Foggia ottiene un punteggio di 83,3, risalendo dall’attuale quattordicesima all’undicesima posizione.
Davanti all’Ateneo foggiano figurano, nell’ordine, Sassari, che conquista la vetta con 93,2 punti, Università Politecnica delle Marche, Trento, Udine, Trieste, Siena, Ca’ Foscari Venezia, Università del Salento, Brescia, Piemonte Orientale e Bergamo.
Alle spalle dell’Università di Foggia si collocano invece Insubria, L’Aquila, Urbino, Napoli Parthenope e Magna Graecia di Catanzaro.
Padova prima tra i mega atenei
Tra i grandi protagonisti della classifica nazionale si conferma l’Università di Padova, che mantiene il primo posto tra i mega atenei statali con 91,2 punti, davanti all’Università di Bologna (87,8).
Sul podio sale quest’anno anche La Sapienza di Roma, che supera l’Università di Pisa. Chiudono la graduatoria dei mega atenei l’Università di Bari, penultima con 79,7 punti, e l’Università Federico II di Napoli, ultima con 74,2.
Immatricolazioni ancora in crescita
Il rapporto evidenzia anche il buon andamento delle immatricolazioni universitarie. Negli ultimi dieci anni gli iscritti agli atenei tradizionali sono aumentati del 19,8%, mentre nell’anno accademico 2025-2026 si registra un ulteriore incremento dello 0,9%.
Cresce inoltre il numero degli studenti provenienti dagli istituti professionali e degli immatricolati con diploma estero, che rappresentano oggi il 6,7% del totale, quasi il triplo rispetto a dieci anni fa. Circa il 70% degli studenti internazionali proviene da Paesi extraeuropei, in particolare dall’Asia e dall’Africa.











