Il mercato immobiliare pugliese continua a mostrare segnali di crescita, anche se con ritmi contenuti rispetto ad altre aree del Paese. A trainare il settore è ancora una volta Bari, che consolida il proprio ruolo di piazza più dinamica della regione, mentre la provincia di Foggia si conferma quella con i valori immobiliari più bassi della Puglia.
È quanto emerge dall’ultimo report elaborato dall’Ufficio Studi di idealista, secondo cui nel secondo trimestre del 2026 il prezzo medio delle abitazioni in Puglia ha raggiunto i 1.254 euro al metro quadro, registrando un incremento dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti e dell’1,5% su base annua. Un dato che resta comunque ben al di sotto della media nazionale, attestata a 1.903 euro al metro quadro.
Bari continua a correre
Il mercato barese si conferma il motore della crescita regionale.
Nel secondo trimestre dell’anno i prezzi delle abitazioni sono aumentati dell’1,6%, mentre il confronto con lo stesso periodo del 2025 evidenzia un incremento del 6,3%.
Con un valore medio di 2.102 euro al metro quadro, Bari è il capoluogo più caro della Puglia, davanti a Trani (1.715 euro/m²), Barletta (1.514 euro/m²), Lecce (1.492 euro/m²), Andria (1.237 euro/m²) e Brindisi (1.104 euro/m²).
Foggia resta sotto i mille euro al metro quadro
Situazione decisamente diversa nel Foggiano.
La provincia registra un andamento sostanzialmente stabile rispetto al trimestre precedente e continua a essere quella con il prezzo medio più basso della regione: 997 euro al metro quadro, preceduta soltanto di un soffio da Taranto, che si attesta a 998 euro.
Anche sul fronte provinciale Bari mantiene il primato con 1.601 euro al metro quadro, seguita da Brindisi (1.431 euro/m²), Barletta-Andria-Trani (1.385 euro/m²), Lecce (1.064 euro/m²), Taranto (998 euro/m²) e Foggia (997 euro/m²).
Province e capoluoghi: il quadro regionale
Nel complesso, il mercato pugliese presenta variazioni contenute.
Dopo Bari (+1,6%), gli aumenti trimestrali più significativi riguardano la provincia di Barletta-Andria-Trani (+0,3%) e quella di Taranto (+0,3%), mentre Lecce (-0,4%) e Brindisi (-0,3%) registrano leggere flessioni.
Tra i capoluoghi spicca invece Trani, che segna il miglior risultato del trimestre con un incremento del 2,6%, davanti a Bari (+1,6%) e Andria (+0,4%). In calo risultano invece Barletta (-4,1%), Lecce (-1,2%) e Brindisi (-0,7%).
Su base annuale, gli aumenti più consistenti riguardano Trani (+8,2%), Bari (+6,3%) e Lecce (+6,2%).
Mercato nazionale ancora in crescita
L’analisi di idealista evidenzia come il mercato immobiliare italiano continui a crescere.
Nel secondo trimestre del 2026 il prezzo delle abitazioni usate è aumentato dello 0,6%, portando il valore medio nazionale a 1.903 euro al metro quadro, con una crescita del 4,1% rispetto allo scorso anno.
Secondo Vincenzo De Tommaso, responsabile dell’Ufficio Studi di idealista, il mercato continua a essere sostenuto da una domanda ancora elevata e da una disponibilità di immobili sempre più limitata.
“Il secondo trimestre 2026 conferma la crescita dei prezzi delle case usate in Italia, in un mercato sostenuto da una domanda che resta solida e da uno stock in costante e progressiva contrazione. Fa eccezione Milano, dove i segnali di raffreddamento iniziano a riflettersi sui prezzi, una dinamica che, complice anche il recente rialzo dei tassi deciso dalla BCE, nei prossimi mesi potrebbe estendersi ad altre piazze”, osserva De Tommaso.










