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Home - Miliardi di pasti finiscono nella spazzatura: da Foggia le idee per rivoluzionare la lotta agli sprechi alimentari

Miliardi di pasti finiscono nella spazzatura: da Foggia le idee per rivoluzionare la lotta agli sprechi alimentari

Da Confindustria il confronto tra istituzioni, università e imprese. Dalla legge Gadda alle Smart Box dell'Università di Foggia fino ai progetti europei: innovazione e collaborazione per trasformare le eccedenze in una risorsa

Di Redazione
30 Giugno 2026
in Economia, Foggia, Immediato TV
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Ridurre gli sprechi alimentari e le eccedenze di cibo, farmaci, tessili e altre merceologie di prodotti significa intervenire lungo l’intera filiera, dal settore primario alla grande distribuzione, passando per logistica, magazzini e ristorazione collettiva. È questo il messaggio emerso nel corso dell’incontro promosso da Confindustria e dal presidente della sezione Servizi Luca Azzariti, dedicato alle strategie e ai progetti per rendere più efficiente il recupero delle eccedenze.

Ad aprire il confronto è stata l’onorevole Maria Chiara Gadda, promotrice della legge 166/2016, che ha ricordato come il provvedimento rappresenti ancora oggi un punto di riferimento per favorire il recupero e la redistribuzione delle eccedenze alimentari e non solo, con l’obiettivo di ridurre gli sprechi e sostenere le persone in difficoltà.

Non solo Caritas e Banco Alimentare, i due grossi player della solidarietà, possono entrare in gioco anche piccoli empori e altri enti del Terzo Settore.

«Le eccedenze non si generano soltanto nella grande distribuzione organizzata, ma anche nel settore primario e nella gestione dei magazzini», ha evidenziato Gadda, sottolineando la necessità di monitorare e migliorare tutti i processi della filiera. Un approccio sistemico che consente non solo di prevenire gli sprechi, ma anche di valorizzare risorse che altrimenti andrebbero perdute.

Ampio spazio è stato dedicato anche alle esperienze innovative presentate dal professor Nunzio Angiola. Il docente universitario ha evidenziato che il dato che più colpisce è che oltre 1 miliardo di pasti al giorno sono stati buttati nel mondo nel 2022. 1,05 miliardi di tonnellate vengono sprecate tra famiglie, ristorazione e retail, pari al 19% del cibo disponibile per i consumatori. Il 60% avviene in ambito domestico, il 28% nella ristorazione e il 12% nel retail. “Non è solo inefficienza: è perdita di benessere sociale e pressione climatica. Sul piano delle policy, l’Unione europea ha ora obiettivi vincolanti al 2030: 10% negli stadi di processing/manufacturing e –30% pro capite combinato tra retail, ristorazione e famiglie (rispetto alla media 2021–2023). Questi target cambiano il “gioco degli incentivi” per imprese e territori.

Tra le best practies locali, il prof ha citato il progetto Smart Box sviluppato dall’Università di Foggia in collaborazione con la grande distribuzione organizzata, finalizzato a individuare soluzioni e tecnologiche e organizzative per ottimizzare la gestione delle eccedenze alimentari. Università di Foggia e Supermercati “La Prima” hanno messo in campo un modello innovativo per valorizzare l’invenduto giornaliero della grande distribuzione, creando le smart Box dedicate, ossia delle confezioni in cartone Kraft con finestra trasparente per l’assortimento di prodotti freschi prossimi alla scadenza. Scansionando la box, il cliente attiva un assistente virtuale basato su Intelligenza Artificiale e dà il via ad un Virtual Chef: l’algoritmo analizza il contenuto esatto della scatola e suggerisce ricette istantanee per consumarlo subito

Tra le buone pratiche illustrate dal docente anche l’esperienza della CNA Abruzzo, impegnata nell’applicazione del “Green Protocol” in contesti logistici complessi e instabili come le produzioni cinematografiche che porta alla standardizzazione delle porzioni e al monitoraggio quotidiano delle eccedenze tramite pesatura assistita. Il progetto prevede un booking Istantaneo WhatsApp ossia un sistema di prenotazione preventiva del pasto per le maestranze, azzerando la sovrapproduzione alla radice.

JURRA (Karlovac) & Università di Rijeka (Fiume) sono invece impegnate in iniziative dedicate alle mense scolastiche, dove il recupero del cibo si affianca a percorsi di educazione alimentare e sensibilizzazione contro lo spreco.

Sono stati installati nelle scuole dei trituratori professionali bio-meccanici che hanno prodotto una riduzione del volume dei rifiuti umidi del 92.5%. Con il Nudging Comportamentale sono stati introdotti una segnaletica visiva, delle icone e dei messaggi “guida” per stimolare i bambini ad autoregolarsi sulle porzioni, con una riduzione complessiva dello spreco pro-capite del 38.4% nelle mense testate.

Ebbene, lo sguardo è rivolto anche al futuro.  “La drastica contrazione del rifiuto organico comporta una riduzione certificata di CO₂ equivalente e ottimizza l’impronta idrica dei territori. Il coinvolgimento attivo delle scuole e dei consumatori getta le basi per un cambio culturale duraturo e strutturale. Come ricordava Papa Francesco: “Gettare il cibo è come rubarlo dalla mensa del povero”. Ma è anche, per noi economisti, l’occasione di ripensare il ciclo del valore: trasformare l’inefficienza in opportunità, il costo in reputazione, lo scarto in innovazione. ECOFOODCYCLE non è soltanto un progetto europeo, è una visione territoriale: chiudere i cicli locali, costruire competitività circolare e dare al cibo la dignità che merita, lungo tutta la filiera pugliese ed europea”, ha osservato Angiola.

Con modelli sempre più orientati alla digitalizzazione e alla collaborazione tra imprese, enti pubblici e terzo settore. In questo contesto è stata richiamata anche l’esperienza di Too Good To Go, piattaforma che negli ultimi anni ha contribuito a diffondere una nuova cultura del recupero delle eccedenze alimentari, mettendo in contatto esercizi commerciali e consumatori per evitare che prodotti ancora perfettamente consumabili vengano gettati.

Dal confronto è emerso un elemento condiviso: la lotta allo spreco alimentare non può limitarsi al recupero delle eccedenze, ma richiede una gestione più efficiente dell’intera filiera, supportata dall’innovazione, dalla ricerca e da una sempre maggiore collaborazione tra istituzioni, imprese e cittadini.

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