Ci sono storie che parlano di sanità in modo diverso, lontano dalle cronache delle criticità e dei disservizi. Sono storie di paura, speranza e riconoscenza. Come quella di Tamara Principale e Matteo Zingaro, che hanno deciso di affidare a una lettera aperta il loro ringraziamento ai medici e agli operatori sanitari del Policlinico Riuniti di Foggia, protagonisti del percorso che ha permesso ai loro gemellini prematuri di crescere e tornare a casa.
“I nostri bambini oggi stanno bene anche grazie a voi. E questo è qualcosa che non dimenticheremo mai”, scrivono i due genitori.
Una gravidanza difficile e il parto d’urgenza
Il racconto ripercorre una gravidanza gemellare che, dopo la gioia iniziale, si è rivelata particolarmente delicata. Il primo ringraziamento è rivolto al ginecologo Clemente Capobianco, che ha seguito la coppia durante tutto il percorso, offrendo, scrivono, “attenzione costante, competenza e una presenza rassicurante”.
Poi l’improvviso aggravarsi della situazione.
Complicazioni inattese hanno reso necessario un parto cesareo d’urgenza e i piccoli Giancarlo e Celine Maria Antonietta sono nati alla trentesima settimana di gestazione.
In quei momenti decisivi, ricordano i genitori, sono stati fondamentali la professionalità e la tempestività della dottoressa Cicerone e del dottor De Luca, ai quali rivolgono un sentito ringraziamento.
Un mese e mezzo in Terapia Intensiva Neonatale
Dopo la nascita, a causa della prematurità, i due neonati sono stati ricoverati per circa un mese e mezzo nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico Riuniti di Foggia, diretto dal dottor Maffei.
Per la famiglia è iniziato un periodo segnato dall’incertezza, dalle visite quotidiane in ospedale e dall’attesa di ogni piccolo miglioramento.
“Ogni piccolo progresso diventava per noi una conquista immensa”, raccontano.
Nella lettera i genitori esprimono gratitudine al direttore del reparto e a tutta l’équipe sanitaria.
“Desideriamo esprimere la nostra più profonda gratitudine al dottor Maffei, per la professionalità con cui guida un reparto tanto complesso e delicato, ma soprattutto per l’umanità e l’attenzione con cui ci ha accompagnati durante tutto questo percorso. Il nostro grazie va poi a tutti coloro che si sono presi cura dei nostri bambini ogni singolo giorno: ai medici, agli infermieri e agli operatori socio-sanitari del reparto, che con dedizione assoluta, attenzione costante e una sensibilità rara ci hanno fatto sentire accolti e sostenuti in un momento di enorme fragilità”.
“La sanità è anche questo”
Per oltre un mese e mezzo Tamara e Matteo hanno vissuto tra casa e ospedale, sostenuti dalle rispettive famiglie e dalle altre due figlie, Michela e Maria Sofia, con un solo obiettivo: vedere i loro bambini crescere e stare bene.
La lettera si chiude con un messaggio che vuole raccontare anche il volto positivo della sanità pubblica.
“Siamo abituati a sentire parlare di sanità quasi sempre per raccontarne i problemi, le difficoltà, ciò che non funziona. Noi oggi vorremmo fare esattamente il contrario”, scrivono i due genitori, scegliendo di condividere pubblicamente la loro esperienza per ringraziare chi “ogni giorno sceglie di lavorare accanto alla fragilità più assoluta” e riesce, con competenza e umanità, a restituire speranza alle famiglie nei momenti più difficili.









