La sindaca di Volturino e presidente di UNCEM Puglia, Giovanna Santacroce, nei giorni scorsi aveva annunciato “Restare in Montagna”, una legge regionale per fermare lo spopolamento delle aree interne. Una legge che sarà presentata nei prossimi giorni in Consiglio e che porta la firma della stessa Santacroce e che che nasce dalla montagna, scritta da chi la montagna la vive ogni giorno. Il suo obiettivo è diretto e urgente: invertire la rotta dello spopolamento che da decenni svuota i borghi del Subappennino Dauno, della Murgia e delle aree interne pugliesi, attraverso strumenti concreti, finanziamenti dedicati e il riconoscimento istituzionale delle specificità di questi territori. Oggi il botta e risposta tra il consigliere regionale Nicola Gatta e la sindaca di Volturino. Per Gatta la proposta di legge è già incardinata e presentata dai consiglieri regionali di Fratelli d’Italia circa un mese fa. Immediata la risposta della responsabile di UNCEM Puglia. “Ho letto con attenzione le dichiarazioni di Gatta rilasciate a seguito della presentazione pubblica di “Restare in Montagna”. Comprendo la logica: un consigliere regionale di minoranza che cerca visibilità sul tema ha tutto l’interesse a presentare il proprio testo come il riferimento e a ricondurre ogni altra iniziativa a una variante del proprio lavoro. È una tattica politica legittima.
Tuttavia, ricordo all’ex sindaco di Candela che il fatto che la proposta di FdI esista e sia incardinata in Commissione non significa che sia esaustiva. Un testo di minoranza che attende i passaggi d’Aula non ha titolo per definirsi il perimetro entro cui ogni altra voce deve muoversi.
Nondimeno, non posso non evidenziare che Gatta ha fatto estrema confusione tra sua la proposta di legge e del suo gruppo e la proposta di legge di UNCEM Puglia, a mia firma.
La proposta di FdI, presentata un mese fa “Sviluppo e rigenerazione delle aree interne” — categoria geografica ampia, definita con indicatori ISTAT, che aggrega sotto un’unica etichetta realtà profondamente diverse: Gargano, Alta Murgia, Alto Salento, Monti Dauni. La proposta UNCEM “Restare in Montagna”, invece, riguarda specificamente i Comuni montani riconosciuti tali dalla Legge 131/2025: una categoria giuridica distinta, con un riconoscimento normativo preciso, una storia istituzionale propria e bisogni che non si esauriscono nella generica condizione di svantaggio territoriale. La montagna non è un’area interna come le altre: ha un’identità, una giurisprudenza e una voce propria. Quella voce è questa legge.
Vi è poi una differenza che investe la credibilità stessa di una proposta legislativa regionale: le coperture finanziarie. La proposta di Fratelli d’Italia si affida a fondi nazionali e risorse europee — trasferendo la responsabilità a Roma e a Bruxelles, a tavoli che la Regione Puglia non governa; la proposta “Restare in Montagna” di UNCEM, invece, sceglie una strada più impegnativa e più onesta: un fondo regionale dedicato e la redistribuzione delle compensazioni da energie rinnovabili sui territori montani. Sono risorse che esistono oggi. Redistribuirle non richiede l’approvazione di nessun Governo nazionale: richiede una scelta politica che questa Regione può fare adesso. Una legge che dipende da fondi che non controlla non è ancora una legge: è un auspicio.
In sostanza la proposta di UNCEM Puglia riguarda il sostegno ai soli comuni montani. Sono convinta che Gatta, dopo aver letto la presente e magari anche la nostra proposta di legge, per il futuro, prima di lasciarsi andare in esternazioni pasticciose, ci metterà più attenzione.
Infine, circa il suo invito di dirottare il mio entusiasmo sulla proposta già presentata dal gruppo di Fratelli d’Italia al consiglio regionale, mi sento di suggerire, con la dovuta cortesia, di riservare ad altri noti i suoi inviti, ma non a me. Se il consigliere avesse avuto interesse ad un confronto costruttivo, non avrebbe interessato tutta la stampa locale, tra l’altro riferendo notizie esistenti solo nella sua sfera subiettiva. Infine, ricordo a Gatta, che il confronto avviene tra proposte e tra istituzioni che si riconoscono reciprocamente. Non tra un testo già scritto e un invito a diventarne la nota a margine. Uncem ha 70 anni e, da sempre, ha funzione di proposta e rappresentanza dei piccoli comuni di montagna. L’iniziativa legislativa e la proposta politica non sono prerogativa esclusiva di nessuno. Neanche di Nicola Gatta”.













