La Corte d’Appello di Bari ha ridotto le condanne inflitte in primo grado a diversi imputati coinvolti nell’inchiesta sul presunto traffico di droga che, secondo l’accusa, tra febbraio e giugno 2023 avrebbe alimentato un vasto giro di cocaina, hashish e marijuana tra Cerignola e i comuni limitrofi.
I giudici della Terza sezione penale hanno riformato la sentenza emessa il 16 dicembre 2024 dal gup del Tribunale di Foggia, rideterminando le pene per quasi tutti gli imputati e disponendo la revoca di alcune misure cautelari.
Le nuove condanne
La pena più elevata resta quella nei confronti di Gabriele Belluoccio, che passa da 8 anni e 10 mesi a 8 anni di reclusione e 36mila euro di multa.
Ridotta anche la condanna per Bruno Buttiglione, che scende da 8 anni e 4 mesi a 4 anni e 4 mesi di reclusione e 18.200 euro di multa.
Per Biagio Cianci la Corte ha riqualificato alcuni fatti contestati rideterminando la pena in 10 mesi di reclusione e mille euro di multa. A Silvio De Bellis sono stati inflitti 3 anni di reclusione e 12.400 euro di multa.
Scende a 4 anni e 4 mesi la condanna per Giuseppe Lanza, mentre Alessio Lattanzio è stato condannato a 3 anni e 8 mesi e 14mila euro di multa.
Per Roberto Mastropietro è stato dichiarato il non luogo a procedere per uno dei capi d’imputazione, con rideterminazione della pena in 3 anni di reclusione e 12.400 euro di multa.
Ridotta anche la condanna per Vincenzo Petronelli, che passa a 5 anni e 4 mesi di reclusione e 24mila euro di multa. A Deniss Piacenza sono stati inflitti 3 anni di reclusione e 12.200 euro di multa.
Revocate misure cautelari e pene accessorie
La Corte ha revocato la misura cautelare nei confronti di Biagio Cianci e Alessio Lattanzio. Disposta inoltre l’immediata scarcerazione di Deniss Piacenza, salvo che non sia detenuto per altra causa.
Revocate anche alcune pene accessorie e l’interdizione legale perpetua è stata sostituita, per alcuni imputati, con l’interdizione temporanea dai pubblici uffici per cinque anni.
L’inchiesta sul presunto sistema di spaccio
L’indagine dei carabinieri aveva portato alla luce un presunto gruppo dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti. Secondo l’accusa, gli imputati avrebbero effettuato complessivamente 185 cessioni di cocaina, hashish e marijuana.
Nelle intercettazioni gli indagati avrebbero utilizzato numerose parole in codice per indicare la droga, tra cui “panini”, “caffè”, “pallina”, “pacco”, “due bottiglie”, “palla rosso-blu”, “nero” e “macchina”.
Gli investigatori avevano inoltre individuato due presunte basi operative dello spaccio: una presso l’abitazione di un indagato agli arresti domiciliari e un’altra in un appartamento situato nelle vicinanze del centro cittadino, che secondo l’accusa garantiva un’attività pressoché continua.
Nel corso dell’inchiesta furono eseguiti sei arresti in flagranza, denunciate otto persone e sequestrati circa due chilogrammi tra cocaina, hashish e marijuana, oltre a 1.500 euro in contanti.
Le motivazioni della sentenza d’appello saranno depositate entro novanta giorni.










