Quattro persone sono state raggiunte da misure cautelari nell’ambito di un’indagine su una serie di furti di autovetture commessi tra Puglia, Molise e Abruzzo. Nella mattinata di oggi la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Foggia che dispone la custodia cautelare in carcere per due indagati e gli arresti domiciliari per altri due.
L’attività investigativa è stata condotta dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di San Severo sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Foggia.
La presunta rete di furti e ricettazione
Secondo quanto emerso dalle indagini, gli investigatori avrebbero ricostruito numerosi episodi di furto di autovetture consumati in diverse regioni del Centro-Sud, individuando anche il ruolo ritenuto centrale di un soggetto già noto alle forze dell’ordine per reati analoghi.
Parte delle auto rubate, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe stata successivamente ceduta ad altri soggetti che le avrebbero utilizzate per commettere ulteriori attività illecite.
Messaggi criptati per eludere i controlli
Gli indagati avrebbero fatto ampio ricorso ad applicazioni di messaggistica criptata per comunicare tra loro, limitando al minimo l’utilizzo delle tradizionali utenze telefoniche nel tentativo di sottrarsi alle attività investigative.
Gli investigatori sono riusciti comunque a ricostruire i movimenti e i contatti del gruppo attraverso una combinazione di strumenti tecnologici avanzati e metodi investigativi tradizionali.
Determinanti pedinamenti e attività tecniche
Accanto alle intercettazioni e alle attività di natura tecnica, un ruolo importante è stato svolto dai servizi di osservazione, pedinamento e controllo del territorio.
Le indagini, spiegano gli inquirenti, hanno trovato riscontro anche attraverso attività audio-video mirate che avrebbero consentito di documentare in maniera dettagliata alcuni furti d’auto, in taluni casi riprendendone addirittura l’esecuzione in tempo reale.
Le indagini sono ancora in corso
La procura ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Le misure cautelari sono state adottate sulla base del quadro indiziario raccolto dagli investigatori e la posizione degli indagati resta al vaglio dell’autorità giudiziaria.
Come previsto dalla legge, gli indagati devono essere considerati non colpevoli fino all’eventuale emissione di una sentenza definitiva di condanna.












