Si arricchisce di una nuova voce il dibattito sulla partecipazione dello scrittore israeliano Eshkol Nevo al Libro Possibile di Vieste. Dopo l’appello sottoscritto da numerose personalità, tra cui l’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo Franco Moscone, che chiedono agli organizzatori di riconsiderare la presenza dell’autore, arriva ora la presa di posizione del consigliere comunale di opposizione di Manfredonia Ugo Galli.
Attraverso un lungo intervento pubblicato sui social, Galli critica apertamente l’iniziativa e difende la partecipazione dello scrittore israeliano alla manifestazione culturale.
“Nevo è uno dei maggiori scrittori contemporanei”
Per il consigliere, la richiesta di escludere Nevo dal festival rappresenterebbe una forma di discriminazione incompatibile con i principi stessi della cultura.
“Eshkol Nevo è uno dei massimi scrittori contemporanei. Pertanto siglare l’appello per chiedere di escludere tale autore da una delle più importanti iniziative culturali italiane costituisce una scelta inevitabilmente discriminatoria”, scrive Galli.
Nel suo intervento il consigliere si interroga sui criteri utilizzati da chi sostiene l’appello.
“Sulla base di quali criteri il tribunale permanente dell’indignazione stabilisce che un letterato, apprezzato in ogni parte del pianeta, si sia limitato a narrare l’umanità senza difenderla?”, domanda.
L’accusa di incoerenza
Galli rivolge poi una critica diretta ai promotori dell’iniziativa, accusandoli di contraddire i principi di accoglienza e inclusione che spesso dichiarano di sostenere.
“Eppure siamo in presenza dei cantori aulici dell’accoglienza, dei sostenitori ad oltranza dell’inclusione”, afferma.
Secondo il consigliere, proprio i concetti di inclusione e accoglienza dovrebbero tradursi nella disponibilità ad ascoltare posizioni differenti e nel confronto aperto.
“Si tratta di concetti che racchiudono l’apertura verso l’altro e la capacità diffusa ed effettiva di ascolto”, sottolinea.
“Dialogo selettivo e di parte”
Nel passaggio più critico del suo intervento, Galli sostiene che nella vicenda stia emergendo una concezione del dialogo limitata e condizionata da valutazioni politiche.
“Emerge una propensione al dialogo intesa in senso strettissimo e selettivo, impostata assecondando orientamenti politici e osservata da un angolo visuale rigorosamente di parte”, conclude.
La polemica sulla presenza di Eshkol Nevo al Libro Possibile continua dunque a dividere opinione pubblica e mondo politico in vista dell’appuntamento del 21 luglio a Vieste, confermato dagli organizzatori nonostante le contestazioni.












