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Home - Transumanza sul Gargano, Coldiretti: “Un patrimonio vivo da difendere tra tradizione, biodiversità e futuro dell’allevamento”

Transumanza sul Gargano, Coldiretti: “Un patrimonio vivo da difendere tra tradizione, biodiversità e futuro dell’allevamento”

Anche nel 2026 si rinnova il viaggio stagionale delle greggi verso i pascoli montani. Per Coldiretti Puglia la pratica riconosciuta dall'Unesco rappresenta un presidio fondamentale per il territorio e per la sopravvivenza della zootecnia nelle aree interne

Di Redazione
8 Giugno 2026
in Cultura&Società, Gargano
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Sul Gargano si rinnova anche quest’anno uno dei riti più antichi della civiltà rurale italiana. Con l’arrivo della stagione estiva, greggi e pastori tornano a percorrere gli storici tratturi che collegano la pianura ai pascoli montani, dando vita alla transumanza, pratica millenaria riconosciuta dall’Unesco come Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità.

A sottolinearne il valore è Coldiretti Puglia, che evidenzia come questa tradizione continui a rappresentare un elemento centrale per l’allevamento pugliese, capace di coniugare benessere animale, tutela ambientale e salvaguardia delle identità rurali.

Il viaggio delle greggi verso i pascoli montani

La transumanza accompagna ogni anno lo spostamento stagionale di greggi, mandrie e pastori dalle aree di pianura verso le zone montane, alla ricerca di temperature più miti e pascoli più ricchi d’acqua.

Un percorso che coinvolge anche cani e cavalli e che segue gli antichi tracciati erbosi utilizzati da secoli per raggiungere gli alpeggi. Lungo il cammino sono previste soste nei luoghi tradizionalmente destinati all’accoglienza e al riposo degli animali.

Sul Gargano il tragitto dura mediamente quattro giorni e attraversa diverse località tra Puglia e Molise, con tappe a San Paolo di Civitate, Santa Croce di Magliano, Ripalimosani e Frosolone.

Benessere animale e sostenibilità

Secondo Coldiretti Puglia, la transumanza risponde a precise esigenze legate al benessere degli animali.

Con l’aumento delle temperature, infatti, le greggi vengono trasferite verso aree più fresche dove possono trovare condizioni climatiche favorevoli e una maggiore disponibilità di pascolo. Negli allevamenti restano soltanto gli animali più giovani, che non sarebbero in grado di affrontare il lungo cammino.

Una pratica che continua a rappresentare un modello di allevamento sostenibile, strettamente legato ai ritmi naturali e alla valorizzazione delle risorse del territorio.

I grandi tratturi della storia pastorale

Il percorso segue alcuni dei più importanti tratturi della tradizione pastorale italiana.

Tra questi figurano il celebre L’Aquila-Foggia, conosciuto anche come “tratturo del Re”, il Celano-Foggia e il Lucera-Castel di Sangro, collegati tra loro da tratturelli e bracci tratturali che hanno rappresentato per secoli le principali vie di comunicazione della pastorizia meridionale.

Un presidio per la biodiversità

Per Coldiretti Puglia, il riconoscimento dell’Unesco rafforza il valore di una pratica che contribuisce concretamente alla conservazione della biodiversità zootecnica.

La pastorizia transumante favorisce infatti la sopravvivenza di numerose razze ovine storiche, custodendo un patrimonio genetico di grande valore. Tra queste figurano la Sarda, la Sopravissana, la Brogna, la Comisana, la Bergamasca e la Massese, razze che rischierebbero di scomparire senza adeguate misure di sostegno al settore.

Le difficoltà della zootecnia

La transumanza continua inoltre a rappresentare il simbolo di un comparto che vive una fase particolarmente delicata.

Gli allevatori devono fare i conti con l’aumento dei costi di produzione, delle spese energetiche, dei carburanti e dei mangimi, mentre i prezzi riconosciuti lungo la filiera spesso non garantiscono una remunerazione adeguata agli investimenti sostenuti.

Secondo Coldiretti Puglia, le tensioni internazionali e il conflitto in Iran stanno contribuendo ad alimentare ulteriori rincari, aggravando una situazione già complessa per molte aziende zootecniche.

Difendere le stalle per salvaguardare il territorio

L’organizzazione agricola sottolinea come la tutela della zootecnia rappresenti una priorità strategica per le aree rurali della Puglia.

Ogni allevamento che chiude, infatti, comporta la perdita di occupazione, produzioni di qualità e presidio del territorio. Per questo motivo, conclude Coldiretti Puglia, sostenere gli allevatori significa difendere un patrimonio fatto di professionalità, benessere animale, biodiversità e tradizioni che continuano a rappresentare una risorsa fondamentale per l’economia e la coesione sociale delle campagne pugliesi.

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Tags: Agricolturaallevamentoaree internebiodiversitàColdiretti PugliaFoggiagarganopastoriziaPatrimonio culturaleSan Paolo di CivitateTransumanzaTratturiUnescozootecnia
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