Controlli antimafia nel grande cantiere del Porto Vecchio di Trieste, dove ieri mattina personale della DIA, della Questura, dei carabinieri, della guardia di finanza e dell’ispettorato del lavoro ha eseguito un’ispezione disposta dal prefetto Giuseppe Petronzi.
L’attività rientra nelle verifiche previste dal Codice antimafia per prevenire tentativi di infiltrazione criminale negli appalti pubblici e garantire la regolarità delle opere.
Il maxi progetto di riqualificazione del Porto Vecchio
L’ispezione ha riguardato in particolare il cantiere del “Parco Lineare Verde di Archeologia Industriale”, uno degli interventi inseriti nel vasto programma di rigenerazione urbana del Porto Vecchio di Trieste.
Si tratta di un progetto strategico da centinaia di milioni di euro, sostenuto anche con fondi del PNRR e del Piano Nazionale Complementare, finalizzato alla riqualificazione dell’area portuale attraverso opere pubbliche, ristrutturazioni e nuovi servizi urbani.
Controllati lavoratori, mezzi e imprese
Nel corso delle verifiche sono stati controllati ventisei lavoratori, ventiquattro mezzi e dodici operatori economici impiegati dal consorzio esecutore dell’appalto.
Gli investigatori hanno inoltre acquisito documentazione relativa a subappalti, subaffidamenti e forniture.
Tutti i dati raccolti confluiranno nella banca dati dell’Osservatorio Centrale Appalti Pubblici della DIA per ulteriori approfondimenti investigativi.
Il riferimento a un’impresa coinvolta in un provvedimento della Prefettura di Foggia
Nel comunicato diffuso dalla Prefettura di Trieste emerge anche un collegamento con il territorio foggiano.
L’amministrazione ricorda infatti che nel 2023 una delle imprese consorziate esecutrici dell’appalto era stata estromessa dal raggruppamento temporaneo di imprese dopo un provvedimento della Prefettura di Foggia.
In particolare, la società era stata destinataria del rigetto dell’iscrizione nella white list antimafia per la presenza di possibili tentativi di infiltrazione mafiosa. L’impresa risulta attualmente sottoposta a controllo giudiziario.
Ulteriori approfondimenti sulla filiera dell’appalto
La Prefettura di Trieste ha spiegato che l’intera filiera dell’appalto sarà oggetto di ulteriori approfondimenti nell’ambito delle attività di prevenzione antimafia, soprattutto per le categorie considerate maggiormente esposte al rischio di infiltrazioni criminali.
L’obiettivo resta quello di garantire trasparenza e legalità in uno dei principali cantieri strategici del Nord Italia.










