Il consiglio comunale di Castelluccio Valmaggiore è tra i primi dei Monti Dauni ad aver approvato una delibera per chiedere il ripristino urgente della piena operatività dei distaccamenti dei vigili del fuoco di Deliceto e Lucera.
Una richiesta che nasce dalla crescente preoccupazione per la riduzione dei servizi dovuta alla grave carenza di personale operativo nel Comando Provinciale dei vigili del fuoco di Foggia.
Distaccamenti chiusi a rotazione da quasi un anno
Da circa un anno, infatti, il Comando provinciale è costretto a sospendere a rotazione uno dei sette distaccamenti presenti sul territorio.
La chiusura interessa alternativamente Deliceto e Lucera, con stop totale dei turni diurni e riduzione del cinquanta per cento di quelli notturni, rendendo i due presidi non operativi per gran parte della settimana.
Secondo quanto evidenziato dagli amministratori locali, la carenza di organico nel comando foggiano sarebbe pari a circa il trenta per cento del personale qualificato, una percentuale nettamente superiore alla media nazionale stimata intorno al dieci per cento.
“Monti Dauni sempre più abbandonati”
Durissimo l’intervento del sindaco di Castelluccio Valmaggiore, Lino Marchese, che chiede una mobilitazione istituzionale più ampia.
“Non è possibile chiudere gli unici presidi dei vigili del fuoco presenti nel vasto comprensorio dei Monti Dauni”, afferma il primo cittadino.
Marchese sottolinea come il territorio della provincia di Foggia, tra Monti Dauni e Gargano, presenti una delle più estese superfici boscate della Puglia, con aree protette e foreste storicamente esposte a elevato rischio incendi durante l’estate.
“In tale contesto, la carenza di organico nei distaccamenti di Deliceto e Lucera espone il territorio a un rischio incendio non adeguatamente presidiato, con possibili conseguenze gravissime per l’ambiente, il patrimonio boschivo e l’incolumità delle popolazioni residenti”, aggiunge.
L’appello agli altri sindaci
Il sindaco invita anche gli altri amministratori del territorio a “alzare la voce” davanti a quella che definisce “l’ennesima beffa nei confronti dei Monti Dauni”.
“Chiediamo con forza più uomini e più mezzi per prevenire gli incendi”, conclude Marchese.
La preoccupazione cresce in vista della stagione estiva, quando il rischio roghi nelle aree interne e boschive della Capitanata aumenta sensibilmente.










