Una vita cambiata all’improvviso dopo un intervento chirurgico andato male, la depressione, la sedia a rotelle e poi la rinascita attraverso lo sport. È la storia di Giovanni Caprara, atleta paralimpico di Scanzano Jonico, in provincia di Matera, che nei giorni scorsi ha conquistato a San Severo, nel Foggiano, la Coppa dei Campioni Fibis di biliardo paralimpico nella specialità dei 5 birilli.
Un traguardo importante che rappresenta molto più di una vittoria sportiva. “Vincere questa Coppa è stata un’emozione indescrivibile, perché dietro questo risultato ci sono anni difficili, tanta passione e tantissimo lavoro”, ha raccontato all’Ansa.
L’intervento alla colonna e la depressione
La vita di Caprara cambia radicalmente nel 2010. Un intervento alla colonna vertebrale si rivela un dramma che lo costringe a vivere su una sedia a rotelle.
“All’inizio non è stato facile accettarlo: avevo 37 anni, due bambini piccoli, Leonardo di cinque anni e Nicole di due. Mi sono ritrovato improvvisamente in una condizione completamente diversa da quella che avevo immaginato per la mia vita ed ero caduto in una depressione totale”, ha spiegato.
In quel periodo difficile, fondamentale è stato il sostegno della famiglia e soprattutto della moglie Anna Maria. “Con l’aiuto di mia moglie e di tutta la mia famiglia sono riuscito piano piano a rialzarmi, soprattutto mentalmente”.
L’incontro con il biliardo
La svolta arriva nel 2019, quando Caprara si avvicina al biliardo quasi per caso. Quella che inizialmente sembrava soltanto una passione si trasforma col tempo in una vera ragione di vita.
“Mi attirava tantissimo perché è un gioco di precisione, concentrazione e intelligenza. All’inizio era soltanto una passione, poi è diventato qualcosa di molto più grande”, racconta.
Per lui il biliardo diventa uno strumento di rinascita personale: “Questo sport è diventato un motivo per alzarmi la mattina. Mi ha ridato entusiasmo, ma soprattutto la possibilità di esprimere di nuovo chi sono”.
L’impegno verso gli altri
Oggi Giovanni Caprara porta avanti anche un impegno sociale attraverso il Comitato italiano paralimpico della Basilicata, cercando di aiutare chi vive situazioni simili alla sua.
“Ci sono tanti ragazzi che dopo un cambiamento drastico della vita non riescono più a uscire di casa. Dobbiamo far capire che la vita, anche su una sedia a rotelle, può continuare ed essere vissuta pienamente”, sottolinea.
Per Caprara il messaggio è chiaro: “Servono volontà, sacrificio e qualcuno che ti faccia capire che non tutto è finito. Lo sport può davvero salvarti la vita”.
Archiviata la vittoria nella Coppa dei Campioni, però, il campione lucano guarda già avanti: “Ora si continua ad allenarsi e a lavorare ogni giorno per provare a salire sempre sul gradino più alto”.













