Una lettera per chiarire la propria posizione dopo l’inchiesta antimafia che ha coinvolto Foggia. L’imprenditore S.D.M., il cui nome compare nelle carte della recente operazione contro le estorsioni dei clan foggiani, ha inviato una nota manoscritta al nostro giornale per spiegare la propria versione dei fatti.
“Caro Direttore
Sono S.D.M. imprenditore alberghiero coinvolto nell’inchiesta giudiziaria che giorno 11/05/2026 ha portato all’arresto di 18 persone.
Nelle informazioni divulgate mi sembra giusto dare qualche chiarimento in merito.
Nel mese di ottobre 2024 ricevetti un messaggio intimidatorio sulla piattaforma Instagram dove un soggetto (Claudio Pesante detto U’ sgarr, ndr) avanzava nei miei confronti una richiesta economica.
Come imprenditore, obbligato per legge e per evitare qualsiasi procedimento nei miei confronti, come un’interdittiva antimafia, venivo invitato dagli inquirenti a sporgere denuncia.
Nei giorni a seguire, rilevavo molte visite nelle mie strutture ricettive, da tali Abbruzzese Francesco, Bevilacqua Fabrizio e Moretti Alessandro.
Dichiaro di non aver mai ricevuto richieste estorsive da questi tre soggetti.
Tra l’altro i pernottamenti effettuati da questi signori nelle mie strutture sono stati regolarmente saldati, come possono testimoniare i miei dipendenti.
Ulteriore chiarimento sulla frase “ti spacco il melone” desidero farlo, dichiarando di non aver mai percepito da tale Abbruzzese alias “Stoppino” una minaccia diretta del genere, altrimenti non avrei esitato un attimo ad avere uno scontro fisico con lo stesso.
Mi sembrava doveroso questo chiarimento e colgo l’occasione per ringraziare il Direttore per l’opportunità e lo spazio accordatomi”.










