Riparte da Foggia il percorso del Centro Studi Internazionale della Dieta Mediterranea, nato nel 2017 su iniziativa del Club per l’UNESCO di Foggia e fortemente voluto dalla compianta Floredana Arnò, storica presidente dell’associazione scomparsa nel 2022. Dopo gli anni di rallentamento dovuti alla pandemia, il progetto torna al centro dell’attività culturale e scientifica del territorio grazie al rilancio del protocollo d’intesa sottoscritto quasi dieci anni fa da Università di Foggia, Camera di Commercio, ASL Foggia e Associazione per la Dieta Mediterranea Ancel Keys Pioppi.
L’occasione è stata il convegno “La Dieta Mediterranea oggi: tradizione che nutre il futuro”, promosso dal Club per l’UNESCO nella Sala del Tribunale di Palazzo Dogana, davanti a un pubblico numeroso e attento.
Il rilancio del Centro Studi
A spiegare gli obiettivi della ripartenza è stata la presidente del Club per l’UNESCO di Foggia, Billa Consiglio, che ha ricordato la nascita del Centro Studi e il brusco rallentamento causato dal Covid.
“Nel 2017 il Club per l’Unesco di Foggia si attivò perché fosse costituito un Centro Studi Internazionale. È partito brillantemente, poi durante il Covid si sono persi i contatti tra di noi”, ha dichiarato. “La ragione di questo nostro incontro è riprendere il discorso per continuare a lavorare in questa direzione”.
L’obiettivo ora è rilanciare le attività comuni, dall’educazione alimentare nelle scuole fino alla ricerca scientifica, aprendosi anche a nuovi partner interessati ad aderire al protocollo.
Ricerca, salute e sostenibilità
Il Centro Studi Internazionale per la Dieta Mediterranea punta a promuovere il modello alimentare mediterraneo attraverso attività di formazione, campagne informative sugli aspetti nutrizionali, ricerca scientifica applicata e iniziative legate alla sostenibilità agricola e alla prevenzione delle patologie collegate a stili di vita non salutari.
Nel corso del convegno sono intervenuti studiosi ed esperti di rilievo nazionale. In videocollegamento il presidente della Federazione Italiana delle Associazioni e Club per l’Unesco, Mauro Macale, ha definito la dieta mediterranea “il focus della nostra attività”.
La nuova piramide della dieta mediterranea
Tra gli interventi più seguiti quello di Pasquale Strazzullo, direttore scientifico dell’Associazione per la Dieta Mediterranea Ancel Keys Pioppi, che ha illustrato la nuova piramide alimentare aggiornata ai concetti di biodiversità e sostenibilità.
“La piramide aveva bisogno di un aggiornamento”, ha spiegato, sottolineando l’importanza della qualità degli alimenti e della varietà delle specie vegetali come elementi centrali per la salute.
La ricercatrice Stefania Ruggeri, direttrice del Centro di ricerca Crea – Alimenti e Nutrizione di Roma, ha invece approfondito i nuovi filoni della ricerca scientifica, soffermandosi su cronobiologia, epigenetica e trascrittomica, evidenziando come la dieta mediterranea possa influire positivamente sull’espressione genetica legata alla salute.
Il ruolo delle istituzioni e del territorio
Al convegno hanno partecipato anche rappresentanti delle istituzioni locali e degli enti partner, tra cui il consigliere provinciale Mario Dal Maso, la vicesindaca di Foggia Lucia Aprile, Cristiana Zenobio per la Camera di Commercio e Agostino Sevi per l’Università di Foggia.
In chiusura è intervenuto anche Peppe Zullo, il “cuoco contadino”, testimonial di numerose iniziative promosse dal Club per l’UNESCO di Foggia, che ha rilanciato la sua filosofia del “Simple food for intelligent people”.












