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Home - Policlinico di Foggia, la nomina di Tedeschi diventa un caso: “schiaffo istituzionale” all’Università

Policlinico di Foggia, la nomina di Tedeschi diventa un caso: “schiaffo istituzionale” all’Università

Il governatore Antonio Decaro avrebbe scelto il nuovo direttore generale senza confrontarsi con il rettore Lorenzo Lo Muzio. L’intesa con l’Ateneo è prevista dalla legge e la firma dell’ente universitario resta decisiva

Di Redazione
23 Maggio 2026
in Foggia, Sanità & Salute
Tedeschi, Decaro e Lo Muzio

Tedeschi, Decaro e Lo Muzio

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La nomina di Yanko Tedeschi alla guida del Policlinico Riuniti di Foggia rischia di trasformarsi in un vero caso politico e istituzionale. Dietro l’annuncio lampo fatto dal governatore pugliese Antonio Decaro durante la conferenza stampa sulle nuove nomine della sanità regionale, emergono infatti tensioni pesanti con l’Università di Foggia.

Secondo quanto trapela da ambienti accademici e politici, il rettore Lorenzo Lo Muzio non sarebbe stato preventivamente consultato sulla scelta del nuovo direttore generale del Policlinico, circostanza che viene letta da più parti come uno “schiaffo istituzionale” senza precedenti nei rapporti tra Regione e Ateneo foggiano.

L’intesa col rettore prevista dalla legge

La questione non sarebbe soltanto politica, ma anche giuridica. Il Policlinico Riuniti è infatti un’Azienda ospedaliero-universitaria e, in base al decreto legislativo 517 del 1999, la nomina del direttore generale deve avvenire “d’intesa” con il rettore dell’Università.

Non si tratta quindi di un semplice parere formale o consultivo, ma di una procedura che richiede la condivisione istituzionale della scelta. Proprio per questo motivo, nonostante l’annuncio ufficiale di Decaro, la partita non sarebbe ancora chiusa. La firma dell’Università resta infatti necessaria per perfezionare la nomina.

Un precedente mai registrato

Negli ambienti universitari foggiani si sottolinea come una situazione simile non si sarebbe mai verificata in passato. Anche nei momenti di maggiore tensione politica, infatti, la scelta del direttore generale del Policlinico sarebbe sempre passata attraverso un confronto preventivo con il rettore.

Questa volta, invece, la decisione del governatore sarebbe arrivata senza alcuna interlocuzione preliminare con l’Ateneo.

Una modalità che starebbe provocando forte irritazione negli ambienti accademici, soprattutto per il peso strategico che il Policlinico riveste non solo sul piano sanitario, ma anche su quello universitario, scientifico e formativo.

La nomina di Tedeschi

Come annunciato ieri dalla Regione Puglia, Yanko Tedeschi, ex direttore amministrativo dell’ASL di Lecce, è stato indicato come nuovo direttore generale del Policlinico Riuniti, prendendo il posto di Giuseppe Pasqualone. Contestualmente, la Regione ha nominato Tiziana Di Matteo nuovo direttore generale dell’ASL di Foggia al posto di Antonio Nigri. Le nomine sono state comunicate nel corso di una conferenza stampa dal presidente Decaro insieme al resto dei nuovi vertici sanitari pugliesi.

“Non li ho ancora incontrati ma mi auguro che accettino”, aveva dichiarato il governatore, spiegando di aver assegnato ai nuovi manager “obiettivi precisi e misurabili a pena di decadenza”.

L’Università può ancora dire no

Il nodo vero, però, riguarda ora la posizione dell’Università di Foggia. In ambienti politici e istituzionali cresce infatti la convinzione che l’Ateneo possa non limitarsi a ratificare automaticamente la scelta della Regione. La procedura dell’intesa, prevista dalla normativa nazionale, lascia infatti spazio a una valutazione concreta da parte del rettore. Ed è proprio questo il punto che nelle prossime ore potrebbe trasformare una semplice nomina sanitaria in uno scontro istituzionale tra Regione Puglia e Università di Foggia.

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Tags: Antonio DecaroAsl FoggiaGiuseppe PasqualoneLorenzo Lo Muzionomine sanitàPoliclinico Riuniti Foggiaregione pugliasanità puglieseUniversità di FoggiaYanko Tedeschi
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