Circa 50 residenti nel complesso di Ordona Sud sono arrivati in Consiglio comunale a Foggia per seguire la mozione consiliare relativa alla sospensione urgente dei lavori e rimodulazione localizzativa del progetto PNRR Stazione di Posta, che prevede la tutela del quartiere e la prevenzione di contenziosi con l’impresa appaltatrice dell’edile Antonio Rosania.
L’intervento, la cui gara è stata aggiudicata lo scorso anno, vale più di 1 milione di euro ed è finalizzato al riutilizzo di un immobile di proprietà del Comune di Foggia, in precedenza destinato a scuola dell’infanzia, struttura scolastica ARPI, sita in via Don Michele di Gioia quale immobile Stazione di posta, candidato ad accogliere situazioni di povertà estrema, di marginalità sociale e/o disabilità a valere sulle risorse PNRR.
Le famiglie che abitano nel quartiere residenziale – venduto a prezzi assai elevati per la qualità dei materiali e per l’aura di esclusività che gli era stata conferita al momento della realizzazione – sono da settimane fortemente contrarie ad accogliere poveri e migranti in quella struttura interna al complesso all’estrema periferia Sud di Foggia. Non si tratta di razzismo o di mancanza di spirito di accoglienza, sottolineano i cittadini.
“Questo quartiere è sempre stato contraddistinto dalla tranquillità che si vive rispetto ad altre zone della città. I nostri figli giocano sereni, perché dovremmo adesso inserire un un contesto che funziona elementi di insicurezza? Che c’entra l’inclusione sociale in una zona di periferia? Perché non riaprire l’asilo invece?”, sono le domande dei cittadini arrabbiati di aver conosciuto del progetto deciso dai commissari solo per caso e di non essere mai stati coinvolti.









