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Home - Gargano, SOS turismo: “Non troviamo più camerieri e bagnini”. Estate a rischio per bar, lidi e ristoranti

Gargano, SOS turismo: “Non troviamo più camerieri e bagnini”. Estate a rischio per bar, lidi e ristoranti

Imprese in difficoltà mentre parte la stagione turistica: mancano chef, addetti al ricevimento, lavapiatti ed experience manager. “I giovani tornino a fare questo mestiere, è il primo contatto con il turista”

Di Saverio Serlenga
13 Maggio 2026
in Gargano, Immediato TV, Turismo
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La stagione estiva è ormai alle porte, ma sul Gargano cresce la preoccupazione di ristoratori, titolari di bar, hotel e stabilimenti balneari alle prese con una carenza di personale sempre più grave. Il problema è ormai diffuso in tutta la provincia di Foggia e rischia di mettere in difficoltà uno dei settori trainanti dell’economia locale proprio nel momento più importante dell’anno.

Il grido d’allarme arriva in modo unanime dagli operatori turistici: trovare lavoratori qualificati è diventato quasi impossibile.

“Mancano figure professionali”

A mancare non sono soltanto lavoratori stagionali generici, ma soprattutto figure professionali specializzate e preparate.

“Necessitiamo di avere experience manager, persone legate al territorio”, spiega Costantina Tavani, operation manager e direttore commerciale di Don Nunzio e Cavallo.

Secondo Tavani, il mestiere del cameriere viene oggi sottovalutato dalle nuove generazioni, nonostante rappresenti un ruolo centrale nel settore dell’accoglienza.

“I ragazzi tornino a fare i camerieri, un bel mestiere che nessuno vuol fare più perché lo ritiene un mestiere di risulta. Invece è un lavoro bellissimo. Oggi fare il cameriere è fondamentale, è il primo approccio con il turista”, sottolinea.

Chef, camerieri e receptionist introvabili

Le figure più richieste in provincia di Foggia restano camerieri, addetti al ricevimento, chef e lavapiatti, ma le imprese lamentano grandi difficoltà nel reperire personale disponibile e formato.

Secondo gli operatori del settore, il problema nasce anche dalla carenza di percorsi professionali adeguati e dal progressivo allontanamento dei giovani dai lavori legati al turismo e alla ristorazione.

“Manca la formazione professionale”, evidenzia Michele Paglia, responsabile delle politiche attive per il Centro-Sud Italia di Manpower.

“Dobbiamo incrementare i corsi e formare più figure professionali. Inoltre è necessario puntare sull’apprendistato duale, che consente ai ragazzi sia di studiare sia di misurarsi con una realtà aziendale”.

Il nodo stipendi e contratti

Tra le criticità segnalate dagli addetti ai lavori ci sono anche le condizioni economiche offerte in alcune realtà del comparto.

Se da una parte esistono aziende considerate virtuose, dall’altra il settore continua a fare i conti con contratti non adeguati o proposte economiche giudicate insufficienti rispetto all’attuale costo della vita.

“Fortunatamente ci sono molte imprese che applicano correttamente il contratto e premiano chi lavora bene”, spiegano gli operatori, sottolineando però la necessità di migliorare complessivamente la qualità del lavoro nel settore turistico.

“Non basta offrire un lavoro, serve un progetto”

Per invertire la tendenza, secondo gli imprenditori, sarà necessario ripensare il modello di formazione e valorizzazione del personale.

Non basta più garantire un impiego stagionale: bisogna costruire percorsi professionali credibili e offrire prospettive di crescita.

Sul Gargano, intanto, mentre alberghi, lidi e ristoranti si preparano all’arrivo dei turisti, resta la corsa contro il tempo per trovare personale sufficiente ad affrontare l’estate.

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