L’assessora al Welfare e Cultura del Comune di Manfredonia, Maria Teresa Valente, ha presentato denuncia querela contro ignoti per le pesanti minacce ricevute durante una pausa del consiglio comunale dedicato al tema dei richiedenti asilo.
A confermarlo è il legale dell’assessora, che spiega come la denuncia sia stata depositata al Commissariato di Polizia di Manfredonia. Valente non conoscerebbe l’identità dell’autore delle frasi minacciose, ma sarebbe in grado di riconoscerlo attraverso fotografie e filmati.
Le minacce durante il consiglio
L’episodio sarebbe avvenuto nel corridoio antistante l’aula consiliare, mentre era in corso un acceso confronto seguito all’intervento del consigliere di maggioranza Alfredo De Luca sul tema dei rifugiati.
Secondo quanto ricostruito, l’assessora sarebbe uscita dall’aula per cercare di calmare gli animi quando sarebbe stata raggiunta da pesanti insulti e minacce. A intervenire sarebbero stati gli agenti della Digos presenti in servizio, che l’hanno poi riaccompagnata all’interno del consiglio comunale.
La decisione di denunciare
Nei giorni successivi all’accaduto, Valente avrebbe ricevuto numerosi messaggi di solidarietà da parte della maggioranza, del mondo associativo e culturale. Non sono mancati però distinguo e perplessità provenienti da alcuni esponenti dell’opposizione.
Proprio questo clima avrebbe spinto l’assessora a procedere formalmente per vie legali.
Nella denuncia sarebbero stati indicati anche i nomi di tre persone che avrebbero assistito alla scena e sentito le frasi incriminate. Ora spetterà alla Procura e alla Polizia avviare gli accertamenti, anche attraverso l’analisi di eventuali immagini e relazioni di servizio.
Anche il sindaco in commissariato
Nella stessa giornata anche il sindaco Domenico La Marca si è recato al Commissariato per sporgere denuncia contro ignoti per atti vandalici avvenuti nella zona del Castello, sede del Museo archeologico nazionale.
Nel mirino danneggiamenti ai pali dell’illuminazione pubblica e la rimozione di alcune lastre del muretto all’ingresso della struttura.
“Un luogo frequentato da giovani ma anche da spacciatori ai quali evidentemente la luce dà fastidio”, ha dichiarato il primo cittadino, chiedendo una maggiore presenza delle forze dell’ordine.
Clima teso in città
Due episodi distinti ma che, secondo diversi osservatori cittadini, fotografano un clima di forte tensione sociale e civile a Manfredonia.
Una situazione che continua ad alimentare preoccupazione nel dibattito pubblico locale.













