L’Università di Foggia protagonista al Parlamento europeo nel dibattito sul futuro del coworking e degli spazi di lavoro innovativi. Presso la Biblioteca Altiero Spinelli di Bruxelles si è svolto un incontro dedicato al tema dell’innovazione degli ambienti collaborativi, promosso dall’eurodeputato Mario Furore, che ha ospitato una delegazione dell’Ateneo foggiano.
Al centro del confronto il modello delle “community libraries” pugliesi, considerate un esempio concreto di trasformazione degli spazi pubblici in luoghi aperti, inclusivi e capaci di generare competenze, socialità e opportunità professionali.
La delegazione dell’Università di Foggia
A rappresentare l’Università di Foggia sono state Isabella Tammone, responsabile dell’Area biblioteche di Ateneo, e la professoressa Maria Stefania Montecalvo, delegata del Rettore al Sistema bibliotecario di Ateneo.
Al dibattito hanno partecipato anche Chiara Tagliaro, ricercatrice del Politecnico di Milano, e Viviana Vitari, dottoressa di ricerca dell’Università di Foggia ed esperta di coworking.
L’incontro ha offerto l’occasione per una riflessione condivisa sui nuovi modelli di lavoro, sulla funzione sociale degli spazi pubblici e sul ruolo delle biblioteche come ambienti sempre più dinamici e multifunzionali.
Furore: “Modelli vicini ai territori”
Secondo l’eurodeputato Mario Furore, portare queste esperienze all’interno delle istituzioni europee significa valorizzare pratiche già consolidate sui territori.
“Le community libraries dimostrano che innovazione e inclusione possono camminare insieme, trasformando le biblioteche in spazi vivi e produttivi”, ha dichiarato.
Furore ha inoltre ringraziato l’Università di Foggia “per l’impegno e la qualità del lavoro portato avanti”, sottolineando in particolare il contributo della dottoressa Isabella Tammone e della professoressa Maria Stefania Montecalvo nel costruire percorsi condivisi tra istituzioni europee e comunità locali.
Biblioteche come hub di innovazione
L’esperienza presentata a Bruxelles si inserisce nel più ampio processo di trasformazione delle biblioteche universitarie e pubbliche in luoghi di coworking, formazione e partecipazione, capaci di favorire connessioni tra studenti, professionisti e territori.
Un modello che punta a coniugare innovazione, inclusione sociale e sviluppo culturale, rendendo gli spazi pubblici sempre più centrali nella costruzione delle comunità del futuro.










