Clima teso e momenti di forte contestazione ieri a Manfredonia durante il consiglio comunale dedicato, tra gli altri temi, alla presenza di richiedenti asilo in città. Una seduta particolarmente accesa, segnata dagli interventi dei cittadini e dalle critiche rivolte al sindaco Domenico La Marca, più volte interrotto durante il suo intervento da un nutrito gruppo presente in aula.
Al centro del dibattito, la vicenda degli stranieri, circa una settantina, ospitati in una struttura appartenente alla curia arcivescovile, tema che da giorni alimenta preoccupazioni e richieste di chiarimenti da parte della comunità. “La paura di fronte al diverso è legittima perché non è facile comprendere persone così diverse da noi. Paure più forti anche perché alimentate da un bombardamento mediatico da parte di certa informazione”, ha detto il sindaco citando Papa Francesco.
“L’accoglienza a Manfredonia è nel suo Dna. Il nostro fondatore Re Manfredi di origine tedesca, grazie a suo padre Federico II aveva sviluppato una grande apertura verso le minoranze governando su un crogiolo di culture”. E ancora: “Maria Santissima di Siponto ha una carnagione che avrebbe dovuto abituarci all’incontro con chi ha la pelle diversa dalla nostra. Le migrazioni ci sono sempre state e fanno parte della storia della città”. Ma alcuni cittadini presenti hanno inveito al grido “vergogna! Basta aiutare i migranti!”.
Contestazioni in aula e richieste di chiarimenti
Durante la seduta, diversi cittadini hanno manifestato disagio e difficoltà legate alla situazione, chiedendo informazioni precise sulle modalità di accoglienza e gestione. Il sindaco, intervenuto per fare il punto, è stato però più volte contestato, rendendo difficile lo svolgimento del suo intervento.
Secondo quanto denunciato dai consiglieri comunali di opposizione Fabio Di Bari e Ugo Galli, il primo cittadino non avrebbe fornito risposte concrete. “Si è limitato a leggere una sorta di copione senza chiarire la vicenda”, attaccano in una nota. “Non c’è ostilità verso i richiedenti asilo ma il loro arrivo è stato previsto in assenza di una informazione alla cittadinanza”, ha detto Galli nel suo intervento.
Le accuse dell’opposizione
I due consiglieri parlano apertamente di mancanza di trasparenza, criticando l’assenza di una comunicazione preventiva alla cittadinanza sull’arrivo dei richiedenti asilo. “Il sindaco ha scelto di tergiversare, senza spiegare perché non sia stata informata l’opinione pubblica”, sottolineano.
Nel mirino anche il passato professionale del primo cittadino, definito “operatore del settore legato ai migranti”, e la gestione complessiva della vicenda, ritenuta “inadeguata e superficiale”.
Il nodo dell’accoglienza
Uno dei punti più contestati riguarda proprio l’assenza di dettagli sulle modalità di attuazione del sistema di accoglienza e integrazione nel contesto cittadino. “Non è stato affrontato il merito della questione – proseguono Di Bari e Galli – né sono state illustrate le prospettive future”.
Un tema particolarmente sentito, che ha portato una parte della cittadinanza a partecipare direttamente al consiglio per chiedere spiegazioni.
Una frattura politica e sociale
La seduta ha evidenziato una frattura non solo politica ma anche sociale, con toni molto duri tra maggioranza, opposizione e cittadini. I consiglieri parlano di “assenza evidente di trasparenza” e di una gestione che non sarebbe all’altezza delle esigenze della città.
“Manfredonia merita una guida solida, competente e coerente”, concludono, annunciando che continueranno a chiedere chiarezza sulla vicenda.
La questione resta aperta e destinata a tornare al centro del confronto politico nei prossimi giorni.











