“Non smettiamo di lottare”. È con queste parole che i genitori di Donato Monopoli tornano a far sentire la propria voce, annunciando sui social la partecipazione alla trasmissione “Fuori dal Coro”, in onda su Rete 4. Un nuovo momento pubblico per chiedere giustizia per il figlio, a distanza di anni da una vicenda che continua a segnare profondamente la comunità.
L’annuncio è comparso sul profilo “Giustizia per Donato”: “Domenica sera alle 21:30 sintonizzatevi su Rete 4: saremo in diretta con il direttore Mario Giordano per il servizio dedicato a Donato. Sempre uniti per chiedere giustizia”.
Una storia che dura da anni
La vicenda risale al 6 ottobre 2018, quando Donato, 26 anni, di Cerignola, fu vittima di un violento pestaggio in una discoteca di Foggia. Dopo mesi di agonia in ospedale, il giovane morì nel maggio 2019.
Da allora, la famiglia non ha mai smesso di battersi per ottenere verità e responsabilità. Un percorso giudiziario lungo e complesso, segnato da sentenze, rinvii e nuovi passaggi processuali.
Condanne e processo da rifare
Nel corso degli anni, il caso ha attraversato diversi gradi di giudizio. In appello erano arrivate condanne per gli imputati, i foggiani Francesco Stallone e Michele Verderosa (10 e 7 anni), ma la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza, disponendo un nuovo processo di secondo grado.
È così iniziato l’Appello bis davanti alla Corte di Assise di Bari, un ulteriore capitolo giudiziario che ha riaperto il dolore della famiglia e riacceso l’attenzione sull’intera vicenda. A luglio il verdetto.
Un’attesa che pesa su una famiglia che da quasi otto anni chiede una risposta definitiva. “Otto anni senza verità”, aveva scritto il padre Giuseppe in una lettera, rilanciata anche da l’Immediato, sottolineando il dolore e la fatica di rivivere continuamente quella notte.
La battaglia dei genitori
Nel tempo, i genitori di Donato sono diventati il volto di una battaglia civile che va oltre il singolo caso. Attraverso appelli pubblici, lettere e presenze mediatiche, continuano a chiedere giustizia, verità e rispetto per la memoria del figlio.
La partecipazione alla trasmissione televisiva rappresenta l’ennesimo tentativo di mantenere alta l’attenzione su una vicenda che, ancora oggi, non ha una parola definitiva.
Una ferita aperta
Il caso di Donato resta una ferita aperta non solo per i familiari, ma per l’intero territorio. Una storia che continua a interrogare giustizia, tempi processuali e responsabilità.
Domenica sera, davanti alle telecamere nazionali, i genitori torneranno a raccontare quella notte e gli anni che sono seguiti. Con lo stesso messaggio di sempre: “Non ci fermeremo”.











