Il ritorno in magistratura di Michele Emiliano è ormai imminente. Entro il 25 aprile, o al massimo il giorno successivo per via della festività, l’ex presidente della Regione Puglia dovrà comunicare al Consiglio superiore della magistratura la sede in cui tornerà a esercitare, dopo oltre vent’anni di attività politica.
Il no del Csm al fuori ruolo
A segnare la svolta è stata la decisione del Csm, che ha bocciato la proposta avanzata dal sindaco di Bari Antonio Decaro di collocare Emiliano fuori ruolo. Nella nota inviata il 15 aprile, firmata dal segretario generale Roberto Mucci, la Terza Commissione ha chiarito che non sussistono i presupposti di legge per accogliere la richiesta.
Come riportato da Repubblica Bari, nella stessa comunicazione è stato avviato l’iter per il rientro in ruolo, chiedendo all’ex governatore di indicare, entro dieci giorni, una o più sedi tra uffici giudicanti o requirenti di primo grado.
Le sedi escluse
Il rientro non potrà però avvenire in Puglia né a Potenza. Il Csm ha infatti escluso i distretti di Bari, Lecce e la sezione distaccata di Taranto, oltre a quello lucano, per ragioni legate ai precedenti incarichi istituzionali ricoperti da Emiliano e alla competenza territoriale sui procedimenti che riguardano i magistrati.
Una limitazione che restringe il campo delle possibili destinazioni.
Il nodo del ruolo e le perplessità
Non solo la sede, ma anche la funzione resta un punto delicato. Secondo quanto emerge, il rientro potrebbe avvenire sia come pubblico ministero sia come magistrato giudicante, un’ipotesi che solleva interrogativi.
La normativa precedente alla riforma Cartabia prevederebbe infatti il ritorno alla funzione originaria, quella requirente. Lo stesso Emiliano, in passato, aveva definito un eventuale rientro in magistratura “un obbrobrio giuridico”.
Le possibili destinazioni
Intanto si fanno strada le prime ipotesi sulla futura sede. Sempre secondo Repubblica Bari, l’ex governatore starebbe valutando soluzioni che gli consentano di restare il più possibile vicino alla Puglia, anche per motivi familiari.
In questo senso, la Campania potrebbe rappresentare una destinazione plausibile.
Una scelta imminente
I tempi sono stretti e una decisione è attesa a breve. Dopo 23 anni trascorsi tra incarichi istituzionali e politica, per Michele Emiliano si apre ora una nuova fase, segnata da un ritorno alle origini professionali non privo di incognite e tensioni.












