“Qualcuno ha visto, qualcuno ha sentito, qualcuno sa che può fare la differenza”. È un appello diretto, senza filtri, quello lanciato dalla Fondazione Antiusura Buon Samaritano di Foggia dopo l’omicidio di Dino Carta, il personal trainer 42enne ucciso con quattro colpi di pistola sotto casa.
Un messaggio che punta a scuotere le coscienze e a rompere il muro del silenzio che spesso accompagna fatti di sangue.
“Il silenzio non aiuta”
Nel post diffuso sui social, la Fondazione sottolinea come la paura o la convinzione di non doversi esporre rischino di bloccare informazioni decisive.
“Il silenzio non aiuta. Non protegge. Non risolve”, si legge nel messaggio, che invita chiunque abbia visto o sentito qualcosa a farsi avanti.
Un richiamo alla responsabilità collettiva, perché anche un dettaglio può rivelarsi determinante per le indagini.
Una zona abitata, tanti possibili testimoni
L’omicidio è avvenuto in via Caracciolo, in un’area densamente abitata, circondata da palazzi, finestre e balconi che si affacciano direttamente sulla strada.
Non si tratta, inoltre, di un orario notturno inoltrato: erano quasi le 22 quando sono stati esplosi i colpi. Un momento in cui molte persone potrebbero essere state ancora sveglie, in casa o affacciate.
Elementi che rafforzano la convinzione che qualcuno possa aver visto o sentito qualcosa di utile.
Il rischio dell’omertà
Il timore, però, è sempre lo stesso: che prevalga l’omertà. Un rischio già emerso in altri casi e che oggi torna al centro del dibattito cittadino.
“Se sai, parla”, è l’invito chiaro della Fondazione, che chiede alla città di non voltarsi dall’altra parte.
Un appello che riguarda tutti
L’appello non è solo rivolto a eventuali testimoni diretti, ma a tutta la comunità. “Non è solo un post. È un atto di responsabilità”, sottolinea la Fondazione, invitando a condividere il messaggio per raggiungere chi ancora non ha trovato il coraggio di parlare.
Un invito a non lasciare che la verità resti sospesa e a contribuire, ciascuno nel proprio ruolo, a fare luce su un omicidio che ha profondamente colpito Foggia.










