I Monti Dauni si confermano un laboratorio a cielo aperto nel campo delle politiche migratorie, dove l’immigrazione diventa leva concreta per contrastare lo spopolamento e mantenere vivi servizi essenziali come scuole e attività commerciali. È quanto emerso a Monteleone di Puglia durante il seminario “Dall’accoglienza alla restanza”, che ha riunito amministratori locali e rappresentanti istituzionali per fare il punto su un modello che guarda al futuro.
All’incontro ha preso parte anche l’assessora regionale alle Politiche migratorie Silvia Miglietta, insieme a sindaci e consiglieri regionali, in un confronto che ha messo al centro il concetto di “restanza” come diritto e opportunità.
Dall’accoglienza alla “restanza”
“Non si tratta solo di ospitare ma di costruire insieme un nuovo senso di appartenenza”, hanno sottolineato gli organizzatori, evidenziando come la sfida sia trasformare l’accoglienza in un percorso stabile di integrazione.
Il principio è chiaro: garantire la possibilità di restare non solo ai giovani del territorio, ma anche a chi sceglie i piccoli comuni dei Monti Dauni come nuova casa.
Le storie di integrazione sul territorio
A raccontare cosa significa concretamente questo percorso è Sabidali, uno dei nuovi cittadini extracomunitari di Monteleone di Puglia, arrivato attraverso i progetti SAI. “Sono qui da due anni, lavoro in un bar, mi trovo bene, ho tanti amici e mi piacerebbe restare in questo paese”, racconta.
Un esempio di integrazione riuscita che contribuisce a tenere viva la comunità locale.
Un modello riconosciuto ma con criticità
Secondo Paolo, coordinatore del Piano Strategico della Cultura della Regione Puglia, “Monteleone è ormai un modello innovativo in grado di offrire nuove prospettive di vita ai nuovi cittadini”.
Ma non mancano le difficoltà. A evidenziarle è il sindaco di Anzano, Paolo Lavanga, che sottolinea come il passaggio dall’accoglienza all’autonomia resti un nodo cruciale: “Il progetto è valido, ma dopo i 12 mesi previsti spesso gli ospiti devono trovare lavoro e non sempre ci riescono”.
Il progetto Integra per consolidare l’esperienza
Proprio per rafforzare questo percorso è stato presentato il progetto Integra, pensato per consolidare l’esperienza maturata in oltre dieci anni di accoglienza a Monteleone di Puglia.
L’obiettivo è costruire un ponte stabile tra l’uscita dai percorsi assistiti e l’inserimento definitivo nel tessuto sociale ed economico, rendendo l’immigrazione una risorsa strutturale per il rilancio dei piccoli centri.
In un territorio segnato dal calo demografico, i Monti Dauni provano così a invertire la rotta, puntando su integrazione, lavoro e comunità.












