Un’accusa pesantissima, sostenuta da oltre dodici denunce e da diversi testimoni, ma che si è rivelata infondata davanti al giudice. A Lucera un uomo di quasi settant’anni, pensionato e invalido, inizialmente sottoposto a misura cautelare per presunti atti persecutori, è stato liberato dopo l’interrogatorio di garanzia.
Le accuse e la misura cautelare
Secondo quanto ipotizzato dalla Procura di Foggia, l’uomo, identificato con le iniziali C.G., avrebbe molestato e minacciato una condomina, provocandole un grave stato di ansia e paura, tale da costringerla a modificare le proprie abitudini di vita.
Le denunce parlavano di episodi ripetuti, tra cui l’uso di strumenti di ripresa per violare la privacy della presunta vittima, minacce anche con armi e persino un tentativo di investimento con l’auto. A supporto della ricostruzione accusatoria anche le dichiarazioni di altri condomini, che riferivano comportamenti ritenuti opprimenti.
Sulla base di questo quadro, era stata disposta una misura cautelare con l’allontanamento dell’uomo dalla propria abitazione.
Il ribaltamento davanti al giudice
Ma durante l’interrogatorio di garanzia, la ricostruzione accusatoria ha iniziato a vacillare. Secondo quanto emerso, il quadro delineato dalle denunce non avrebbe trovato riscontro nei fatti, portando il giudice a ritenere non fondate le accuse.
Al contrario, sarebbe emerso un contesto completamente diverso, in cui alcuni dei testimoni sarebbero risultati coinvolti direttamente nella vicenda con atteggiamenti ostili nei confronti dell’anziano.
La difesa e la denuncia per calunnia
Il legale Pierpaolo Fischetti, avvocato dell’anziano, ha evidenziato incongruenze tra le dichiarazioni rese e gli elementi raccolti durante le indagini.
“Più leggevo le carte d’indagine e maggiore traspariva la distonia da ciò che riferiva la persona offesa rispetto a quanto riscontrato dagli investigatori”, ha dichiarato il legale.
Secondo la difesa, sarebbe stato dimostrato “il forte, facinoroso rancore nutrito da alcuni condomini” nei confronti dell’uomo, oltre a un presunto “intento infamante” della denunciante, ora a sua volta segnalata per calunnia.
Una vicenda ancora aperta
L’uomo è stato quindi liberato, ma la vicenda resta aperta sotto il profilo giudiziario. Saranno gli sviluppi delle indagini a chiarire definitivamente responsabilità e dinamiche.
Il caso evidenzia ancora una volta la complessità delle vicende di ambito condominiale, dove conflitti personali possono trasformarsi in contenziosi giudiziari di grande impatto.









