Il dibattito sulle energie rinnovabili si accende in Capitanata. Dopo le osservazioni della Lipu, arriva la replica di Antonella Pasqualicchio, presidente della sezione Energia di Confindustria Foggia, che invita ad alzare il livello del confronto e a guardare alle rinnovabili come a una necessità strategica.
“Non possiamo discuterne come davanti a un bar: l’energia è un tema di primaria importanza per l’economia e il progresso mondiale”, afferma, sottolineando come le fonti pulite rappresentino “una conquista delle società moderne”.
“Le rinnovabili non sono uno scempio”
Pasqualicchio respinge le critiche sull’impatto paesaggistico degli impianti, ribaltando il punto di vista: “Lo scempio è stato perpetrato per decenni con lo sfruttamento incondizionato dei combustibili fossili”.
Ricorda inoltre come l’Italia abbia già escluso carbone e nucleare, quest’ultimo dopo il referendum del 1987, rendendo le rinnovabili una scelta obbligata. “In tutta Europa sono considerate imprescindibili: anche a Vienna gli aerogeneratori arrivano fin quasi in centro”.
Quattro sfide: costi, ambiente, lavoro e indipendenza
Secondo Confindustria Foggia, lo sviluppo delle energie rinnovabili consente di affrontare contemporaneamente quattro grandi sfide: ridurre i costi in bolletta, diminuire le emissioni, creare occupazione e innovazione, e limitare la dipendenza energetica dall’estero.
Un percorso che, secondo Pasqualicchio, assume un valore ancora più rilevante in un territorio come la Capitanata.
Capitanata, da terra di produzione a filiera industriale
“La nostra provincia ha sviluppato finora il settore soprattutto sul piano della produzione, ma non della filiera”, spiega. L’obiettivo è quindi attrarre nuovi investimenti industriali, nel rispetto delle prescrizioni ambientali, per generare valore aggiunto e occupazione.
L’idea è trasformare il territorio in una vera e propria “Green Valley”, capace non solo di produrre energia ma anche tecnologia.
Formazione e industria: la sfida per il futuro
Al centro della visione di Confindustria c’è anche la formazione. “Vogliamo che a Foggia si producano turbine e componenti per le centrali elettriche”, afferma Pasqualicchio, auspicando il coinvolgimento dell’Università di Foggia per l’istituzione di corsi di ingegneria dedicati alle energie rinnovabili.
“Dobbiamo formare personale qualificato e attrarre aziende: solo così potremo sviluppare un indotto manifatturiero rilevante”.
Un invito, infine, anche al mondo ambientalista: “Non siamo al vecchio e anacronistico ‘no’. È il momento di ragionare in termini di sistema”.











