Un appello diretto al presidente della Repubblica per evitare quella che viene definita “una resa dello Stato”. È la richiesta avanzata da Nunzio Angiola, già parlamentare e consigliere comunale di Foggia, e da Armando Morelli, responsabile immigrazione del movimento “Cambia”, sulla gestione dei fondi Pnrr destinati al superamento dei ghetti in Capitanata.
Al centro della denuncia la situazione di Borgo Mezzanone, dove – secondo quanto evidenziato nella lettera inviata al Quirinale – migliaia di persone continuano a vivere in condizioni precarie.
“Una ferita aperta nel cuore della Repubblica”
Nel documento indirizzato al presidente Sergio Mattarella, i firmatari descrivono un contesto segnato da degrado e marginalità: baracche, fango, assenza di servizi essenziali e sfruttamento lavorativo.
Una situazione definita “una ferita aperta nel cuore della Repubblica”, che rischia di aggravarsi ulteriormente a causa della possibile perdita di circa 114 milioni di euro del Pnrr destinati proprio al superamento degli insediamenti abusivi.
Il rischio fondi e la richiesta di intervento
Secondo Angiola e Morelli, le risorse previste dalla Missione 5 del Piano nazionale di ripresa e resilienza sarebbero oggi “compromesse”, con il rischio di trasformare un’emergenza sociale in un fallimento istituzionale.
Da qui la richiesta al Capo dello Stato di esercitare la propria “autorevole moral suasion” affinché vengano verificate tutte le possibilità di recupero o riprogrammazione dei fondi e, in alternativa, attivati interventi urgenti con risorse nazionali o europee.
Prefabbricati come soluzione temporanea
Tra le proposte avanzate, anche l’attivazione di procedure d’urgenza simili a quelle utilizzate per le calamità naturali, con l’installazione di moduli abitativi prefabbricati dotati di servizi essenziali.
“I prefabbricati non sono la soluzione ideale, ma sono una soluzione”, si legge nella lettera, che sottolinea la necessità di garantire condizioni di vita dignitose almeno nel breve periodo.
“Una questione politica e morale”
I firmatari ribadiscono come il superamento dei ghetti richieda interventi strutturali, ma evidenziano l’urgenza di agire subito per evitare che la situazione resti immutata.
“Meglio dare oggi condizioni di vita accettabili, anche temporanee, che perdere i fondi e lasciare migliaia di persone nel fango”, scrivono.
Una vicenda che, secondo Angiola e Morelli, va oltre gli aspetti amministrativi e assume una dimensione più ampia: “In luoghi come Borgo Mezzanone si misura la credibilità stessa della Repubblica”.











