Manfredonia si è fermata per ricordare Francesco Pastore, il giovane maresciallo dei carabinieri morto in servizio nella notte tra il 6 e il 7 aprile 2024. A due anni dalla tragedia, la città che gli ha dato i natali ha reso omaggio alla sua memoria con una cerimonia partecipata, tra familiari, istituzioni e studenti.
La cerimonia nel luogo del ricordo
Il momento commemorativo si è svolto in via Santa Restituita, dove lo scorso anno è stato inaugurato un monumento dedicato al militare. Un luogo simbolico, diventato punto di riferimento per custodire il ricordo di una vita spezzata troppo presto.
Presenti anche i familiari di Pastore, insieme a rappresentanti delle istituzioni e a numerosi giovani, a testimonianza di un legame che resta forte nel tempo.
Le parole del comandante Capone
“Oggi è una giornata particolare, la giornata del ricordo in una città che ha dato i natali al giovane maresciallo dell’arma dei carabinieri deceduto mentre era in servizio”, ha dichiarato il comandante provinciale dei carabinieri di Foggia, Giovanni Capone.
“Cerchiamo di tenere accesa la fiamma del ricordo stando vicino ai suoi familiari e a tutti coloro che gli hanno voluto bene”, ha aggiunto, sottolineando anche il legame personale con la famiglia: il padre del militare è infatti ancora in servizio nell’Arma.
La tragedia del 2024
Pastore prestava servizio presso la stazione dei carabinieri di Campagna, nel Salernitano. Morì in un incidente stradale lungo la statale 91 insieme al collega Francesco Ferraro, quando l’auto di servizio fu travolta da un Suv guidato da un 31enne, poi deceduto per le ferite riportate.
Una tragedia che ha segnato profondamente non solo l’Arma, ma anche la comunità sipontina.
Un esempio per i giovani
“Francesco Pastore poteva essere figlio di tutti noi”, ha ricordato ancora Capone, descrivendolo come “una persona straordinaria, motivata, l’orgoglio della famiglia”.
Un messaggio rivolto soprattutto alle nuove generazioni: “Abbiamo il dovere di ricordare perché l’esempio è importante. Spesso parliamo dei giovani in maniera negativa, ma tanti ragazzi lavorano, si impegnano e provano a raggiungere i loro obiettivi”.
Un ricordo che va oltre la commemorazione, trasformandosi in testimonianza e insegnamento per il futuro.












