Torna al centro del dibattito la crisi idrica in Capitanata e lo scontro politico sulle responsabilità delle scelte del passato. A intervenire è Nicola Gatta, esponente di Fratelli d’Italia, che punta il dito contro il mancato finanziamento della diga di Piano dei Limiti, definendolo un “grave errore” che oggi pesa sull’emergenza acqua.
“Problemi che arrivano da lontano”
Secondo Gatta, la situazione attuale non è frutto di decisioni recenti ma di “anni, se non decenni, di occasioni perse”. In particolare, l’ex presidente della Provincia ricorda come nel 2019, in occasione del Cis Capitanata, fosse stata avanzata la richiesta di finanziare la progettazione della diga, sostenuta da sindaci e organizzazioni agricole.
“Una richiesta che non fu accolta – sottolinea – e oggi ci ritroviamo senza risorse e senza un’infrastruttura fondamentale per affrontare la crisi in maniera strutturale”.
Le accuse su ambiente e politica
Gatta evidenzia anche come l’opera sia stata nel tempo ostacolata da posizioni ambientaliste e da contrasti politici, in particolare con esponenti del Partito Democratico del Molise.
“Non si possono bloccare le infrastrutture e poi denunciare le emergenze – afferma –. Serve collaborazione tra territori, non barricate ideologiche”.
Le risorse attuali e il “tubone”
Nel suo intervento, Gatta riconosce però un cambio di passo da parte dell’attuale governo, che ha stanziato i primi 15 milioni di euro per la progettazione del cosiddetto “tubone”, oltre a risorse per la diga di Palazzo d’Ascoli.
“Decisioni concrete – conclude – che dimostrano quanto sia fondamentale programmare per tempo, altrimenti ci si limita a rincorrere le emergenze”.
Il nodo infrastrutture
Il tema dell’acqua torna così al centro della discussione politica in Capitanata, tra accuse sulle responsabilità del passato e richieste di accelerare gli investimenti per evitare nuove crisi nei prossimi anni.










