“Basta visite e dichiarazioni, ora servono decisioni”. È il messaggio lanciato da Nunzio Angiola e Armando Morelli, esponenti di Cambia, dopo il sopralluogo della delegazione del Parlamento europeo a Casa Sankara e a Borgo Mezzanone.
Una presa di posizione netta che arriva all’indomani dell’incontro con europarlamentari e rappresentanti nazionali dei sindacati agricoli, tra cui FLAI-CGIL, FAI-CISL e UILA-UIL, ma che denuncia l’assenza di interventi concreti.
“Emergenza ignorata, fondi persi”
Nel comunicato, Angiola e Morelli parlano di un’emergenza ancora irrisolta, nonostante le risorse disponibili.
“Qui ci sono 114 milioni di euro del PNRR persi e migliaia di persone ancora nei ghetti”, affermano, sottolineando come la situazione di Borgo Mezzanone resti drammatica.
Una condizione che, secondo i due esponenti, richiede interventi immediati e straordinari.
La proposta: prefabbricati sulla pista
La soluzione indicata è quella di una gara europea urgente per l’acquisto di moduli abitativi prefabbricati da installare sulla pista di Borgo Mezzanone.
“Quando c’è un’emergenza, lo Stato accelera. E qui l’emergenza c’è”, scrivono, richiamando l’utilizzo di procedure straordinarie già adottate in caso di calamità naturali.
Pur riconoscendo che si tratta di una soluzione non definitiva, i due esponenti la definiscono comunque necessaria: meglio un intervento immediato, anche imperfetto, piuttosto che lasciare tutto invariato.
Appello a Governo e Comuni
Nel mirino anche le istituzioni. Al Governo viene contestata la mancata nomina di un commissario, mentre ai Comuni viene imputato un approccio inconcludente.
“Avete sbagliato a non commissariare i comuni. Non sbagliate di nuovo”, affermano, chiedendo l’utilizzo di poteri sostitutivi e l’avvio immediato delle procedure.
Ai Comuni, invece, viene rivolto un invito a superare la logica del “tutto o niente”, ritenuta responsabile dell’attuale stallo.
“Una scelta da fare subito”
Il messaggio finale è chiaro: non c’è più tempo per rinvii.
“Tra una soluzione imperfetta e lasciare tutto com’è, scegliere il nulla è irresponsabilità”, scrivono Angiola e Morelli, sottolineando come il rischio sia quello di perdere definitivamente le risorse e lasciare migliaia di persone in condizioni di degrado.
Una scelta che, secondo i firmatari, è ormai inevitabile: intervenire subito, oppure lasciare che la situazione resti immutata.










