La Regione Puglia rafforzi il proprio impegno nella lotta all’Epatite C, rilanciando una campagna informativa più efficace sullo screening gratuito per l’HCV. È la richiesta avanzata dal consigliere regionale Antonio Paolo Scalera, che richiama l’attenzione sulla necessità di aumentare l’adesione ai test per intercettare i casi ancora sommersi.
“Nonostante gli importanti passi avanti compiuti negli ultimi anni, una quota significativa della popolazione ignora ancora di essere affetta dal virus. Un dato che rischia di compromettere il raggiungimento dell’obiettivo fissato a livello nazionale e internazionale: l’eliminazione dell’Epatite C entro il 2030”, sottolinea Scalera.
Il programma di screening, attivo e gratuito, è attualmente rivolto in via prioritaria ai cittadini nati tra il 1969 e il 1989, oltre che alle categorie considerate a rischio. Tuttavia, secondo quanto evidenziato dal consigliere, l’adesione registrata resta ancora troppo bassa, inferiore al 20% per il 2025, segnale evidente della necessità di rafforzare le attività di sensibilizzazione.
La Puglia, ricorda Scalera, si è già distinta a livello nazionale introducendo l’obbligo per i medici di proporre il test anti-HCV in occasione degli esami del sangue ai cittadini nati prima del 1989. Un modello che ora, secondo il consigliere, va ulteriormente potenziato attraverso una comunicazione più capillare, capace di coinvolgere cittadini, operatori sanitari e territori.
Sul territorio regionale sono disponibili oltre 1200 punti di accesso tra laboratori, strutture sanitarie e farmacie, dove è possibile effettuare il test. A questo si aggiunge la disponibilità di terapie innovative, sicure e di breve durata, circa otto settimane, in grado di garantire la guarigione nella quasi totalità dei casi.
“Ho depositato una mozione chiedendo alla Giunta regionale di mettere in atto tutte le iniziative per promuovere una campagna informativa più incisiva e capillare, con l’obiettivo di aumentare significativamente l’adesione allo screening, favorire l’emersione del sommerso e ridurre l’impatto clinico e sociale della malattia. Contrastare l’Epatite C è oggi possibile”, conclude.












