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Home - Aree industriali di Manfredonia, segnali di rilancio tra vecchi ritardi e nuove opportunità

Aree industriali di Manfredonia, segnali di rilancio tra vecchi ritardi e nuove opportunità

Da Coppa del Vento all’ASI porto-retroporto: nodi storici da sciogliere, tra depuratore, ferrovia e fondi ZES per attrarre investimenti

Di Michele Apollonio
29 Marzo 2026
in Senza categoria
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Coppa del vento è quel rilievo del terreno che si eleva appena fuori l’abitato di Manfredonia, a monte della SS89 per Foggia. Su quella collina, all’ombra del Gargano e con vista golfo adriatico, poco prima del 2000 venne predisposta in tutta fretta per accogliere le aziende annunciate dal Contratto d’area, un piano industriale con una cospicua dotazione di risorse finanziarie, varato dal Governo Prodi per sopperire alla pesante crisi economica calata a seguito della chiusura dello stabilimento Enichem. In effetti sono arrivate, prevalentemente dal nord d’Italia, una valanga di attività produttive che si sono insediate velocemente per utilizzare i fondi messi a disposizione dal Contratto d’area.

Un allestimento logistico tanto veloce da risultare mancante di parti essenziali, quali ad esempio l’acqua con relativo impianto di depurazione. Carenze cha hanno contribuito a favorire l’abbandono della gran parte delle aziende insediate. La mancanza di una adeguata manutenzione dell’area ha poi contribuito a determinare la decadenza strutturale di quell’area industriale annunciata dalla statale da un imponente svincolo sopraelevato. L’iter amministrativo di quel progetto non si è peraltro ancora concluso. Da conteggi effettuati risulterebbero disponibili circa 250mila euro che, in ogni caso, basterebbero solo per alcuni interventi di emergenza, ma non certamente per l’operatività complessiva dell’area.

Il nodo fondamentale è costituto dal depuratore. La soluzione strategica fattibile è quella della ristrutturazione dell’impianto di depurazione esistente nell’area ASE. La spesa stimata è di poco più di 2milioni e 300 mila euro circa per reperire i quali necessita ricorrere ai canali di finanziamento istituzionali. I fondi ZES innanzitutto (Manfredonia rientra nella Zes unica del Mezzogiorno) recentemente rifinanziati per trecento milioni di euro di cui 50 destinati alla Puglia. Ma anche i fondi europei di sviluppo regionale gestiti dalla Regione. E poi ci potrebbero essere i fondi del PNRR relativi alla Missione 2 (transizione ecologica). Infine l’Acquedotto pugliese potrebbe cofinanziare l’opera che potrebbe rientrare nel Piano d’ambito dell’Autorità idrica pugliese.

Insomma, le possibilità di risolvere i problemi dell’area industriale di Coppa del vento ci sono: occorre attivarli. Finora è mancata una specifica attività che affrontasse i problemi delle aree PIP e D3E (DI46). Una prospettiva che pare sorretta sulla spinta di una attiva imprenditoria privata vogliosa e pronta ad investire. La Giunta comunale ha appena approvato un atto di indirizzo per l’aggiornamento del quadro conoscitivo biologico del territorio comunale e la revisione del Piano di gestione dei siti SIC/ZPS del Comune di Manfredonia e del relativo regolamento, con un approfondimento specifico sulle aree industriali PIP e DI46, che risultano ricomprese nel perimetro del sito Natura 2000.

Gli assessori Matteo Gentile, allo sviluppo economico, e Giovanni Mansueto, alla rigenerazione urbana, hanno spiegato che “si tratta dell’avvio di un percorso tecnico e amministrativo complesso e non breve, ma necessario per aggiornare strumenti e regole ormai datati e per costruire un quadro chiaro e coerente tra tutela ambientale, pianificazione urbanistica e sviluppo economico. Questo lavoro è particolarmente importante per il futuro delle aree produttive della città e, più in generale, per le prospettive di sviluppo economico di Manfredonia, perché consente di affrontare in modo strutturale una questione aperta da molti anni e di programmare il territorio con strumenti aggiornati e coerenti con la normativa attuale”.

Un discorso aperto anche per l’altro fronte industriale ASI Manfredonia-Monte Sant’Angelo. I sindaci di Manfredonia, Domenico La Marca, e di Monte Sant’Angelo, Pierpaolo D’Arienzo, con i rispettivi assessori allo sviluppo economico Matteo Gentile e Vittorio De Padova, hanno incontrato il presidente del Consorzio per lo sviluppo industriale, Agostino De Paolis, nella sede ASI di Foggia. Sono stati affrontati e discussi le principali questioni che interessano quell’area adiacente al porto industriale, nonché i termini del bando per l’assegnazione dei suoli in quell’area retroportuale. Il comunicato emesso parla di un “confronto costruttivo” ma non manca di evidenziare che “in alcuni punti le posizioni non risultano ancora convergenti”. In particolare la questione riguardante la tratta ferroviaria Incoronata-agglomerati industriali di Manfredonia-Monte Sant’Angelo, una infrastruttura strategica per lo sviluppo industriale, logistico e portuale. 

La Marca ha evidenziato “la necessità di avere la certezza del finanziamento per l’elettrificazione della tratta ferroviaria da parte di RFI e della Regione Puglia, nonché, la certezza che l’attuale finanziamento sia sufficiente per la realizzazione dell’opera, poiché il rischio concreto – ha osservato – è quello di ritrovarsi con un’opera incompiuta e non pienamente funzionale allo sviluppo delle aree industriali e del porto”.

Insomma, qualcosa si muove per sradicare dal torpore nel quale è stato colpevolmente confinato un tema fondamentale per ogni e qualsiasi sviluppo non solo economico, e avviato verso soluzioni confacenti per una crescita razionale e oggettivamente valida.

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Tags: Aree industrialiAsicapitanataCoppa del ventoDepuratoreinfrastruttureManfredoniaportoSviluppo economicoZes
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