Una “Zona Franca” per salvare i comuni dei Monti Dauni dallo spopolamento e dalla marginalità. È la proposta lanciata da Lino Marchese, sindaco di Castelluccio Valmaggiore e coordinatore dell’Area Interna Monti Dauni, nel corso di un incontro pubblico in cui ha acceso il dibattito sul futuro dei piccoli centri dell’Appennino.
Secondo Marchese, senza interventi concreti sui costi reali della vita quotidiana, anche le migliori strategie di valorizzazione rischiano di restare vuote. “Vivere in un borgo dei Monti Dauni significa spesso percorrere decine di chilometri ogni giorno per raggiungere servizi essenziali come ospedali, lavoro o università”, ha spiegato.
Il “costo della distanza” e la richiesta di agevolazioni
Al centro della proposta c’è il tema della fiscalità differenziata. Marchese punta sull’esenzione dalle accise sui carburanti come misura compensativa per chi vive in territori privi di infrastrutture adeguate e servizi efficienti.
“Non possiamo chiedere ai cittadini di restare se il solo fatto di muoversi per necessità costa il doppio rispetto a chi vive in città. L’esenzione dalle accise non sarebbe un privilegio, ma una forma di equità”, ha sottolineato.
Un’idea che si inserisce nel quadro della Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI), che secondo il coordinatore necessita però di strumenti più incisivi per incidere realmente sulla vita delle comunità locali.
Il dibattito tra i sindaci e le attese dalla politica
La proposta ha già iniziato a raccogliere consensi tra i sindaci del territorio, sempre più preoccupati per il calo demografico e la difficoltà di garantire servizi nei piccoli comuni.
Ora l’attenzione si sposta sui livelli regionali e nazionali, chiamati a valutare quella che lo stesso Marchese definisce una “provocazione necessaria”. L’obiettivo è trasformare l’idea in una misura concreta capace di rendere sostenibile la permanenza nei borghi dei Monti Dauni.












