Casalvecchio di Puglia e Castelluccio Valmaggiore entrano ufficialmente nella Rete dei Comuni Sostenibili. I due centri dei Monti Dauni hanno ricevuto la “libellula”, simbolo dell’associazione, nel corso di un’iniziativa dedicata all’ambiente e allo sviluppo sostenibile che si è svolta venerdì 27 marzo.
Un riconoscimento che segna un passo avanti nell’impegno delle amministrazioni locali verso gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, con l’obiettivo di tradurre i principi della sostenibilità in azioni concrete e misurabili.
L’ingresso nella rete e il valore del riconoscimento
A sottolineare il significato dell’adesione è stato Giovanni Gostoli, direttore generale della Rete dei Comuni Sostenibili, che ha parlato di un “segnale importante di attenzione e responsabilità verso il futuro delle comunità locali”.
L’ingresso nella rete comporta per i due comuni un impegno preciso: la redazione del Rapporto di Sostenibilità e la costruzione dell’Agenda Locale 2030, strumenti fondamentali per pianificare e monitorare le politiche ambientali, sociali ed economiche.
Il ruolo delle associazioni e del territorio
All’iniziativa ha partecipato anche l’associazione “Per il Meglio della Puglia”, rappresentata dal presidente Piero Gambale e dal referente Michelangelo D’Abbieri, che hanno ribadito il sostegno a percorsi orientati a uno sviluppo sostenibile di qualità.
Presenti inoltre numerosi attori istituzionali e del mondo accademico, tra cui Stefania Russo, sindaca di Bovino, Federica Cotecchia del Politecnico di Bari, Nicola Pavia della fondazione Its Green Energy Puglia, Pasquale De Vita del Gal Meridaunia e Nevio D’Arpa di Btm Italia. A moderare l’incontro è stato il giornalista Saverio Serlenga.
L’impegno dei sindaci
I sindaci dei due comuni, Noè Andreano e Pasquale Marchese, hanno evidenziato come l’ingresso nella rete rappresenti “una grande responsabilità”, chiarendo che si tratta di un impegno non simbolico ma “profondamente concreto e costante nel tempo”.
Un percorso che punta a trasformare i Monti Dauni in un laboratorio di buone pratiche, dove sostenibilità e sviluppo possano procedere insieme, con ricadute dirette sulla qualità della vita dei cittadini.













