• Contatti
domenica 19 Luglio 2026
No Result
View All Result
l'Immediato
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
No Result
View All Result
l'Immediato
No Result
View All Result

Home - Mafia foggiana tra orologi, spari in diretta e videochiamate (anche dal carcere!). Spunta il cerignolano Saracino

Mafia foggiana tra orologi, spari in diretta e videochiamate (anche dal carcere!). Spunta il cerignolano Saracino

Ordini via Instagram, contatti con i clan e un commerciante gambizzato: l’inchiesta svela un sistema violento tra Foggia e Cerignola

Di Francesco Pesante
27 Marzo 2026
in Foggia, Inchieste
In alto, Daniele Barbaro; sotto, Ciro Spinelli e Luca Pompilio nelle videochiamate intercettate dagli inquirenti

In alto, Daniele Barbaro; sotto, Ciro Spinelli e Luca Pompilio nelle videochiamate intercettate dagli inquirenti

Condividi su FacebookCondividi su Twitter

Le minacce arrivavano in videochiamata, gli ordini venivano impartiti in diretta e persino l’aggressione armata veniva seguita passo dopo passo a distanza. È questo uno degli aspetti più inquietanti emersi dall’indagine della Dda che ha portato al fermo di quattro foggiani, accusati di aver tentato di estorcere a un commerciante un orologio Patek Philippe del valore di circa 160mila euro, con l’obiettivo di incassare tra i 50mila e gli 80mila euro per conto di ambienti della criminalità cerignolana.

Agli arresti sono finiti Daniele Barbaro, 35 anni, ritenuto affiliato al clan Sinesi-Francavilla sin da quando era minorenne e indicato dagli inquirenti come promotore e regista dell’intera operazione, Ciro Spinelli, 40 anni, detto “il marsigliese” e anch’egli vicino allo stesso contesto criminale, Luca Pompilio, 34 anni, ex attaccante del Foggia Calcio, e Giuseppe Bruno, 18 anni.

La presunta rapina simulata

Secondo la ricostruzione accusatoria, i quattro avrebbero “compiuto atti idonei diretti in modo non equivoco” a costringere il commerciante a consegnare l’orologio, agendo con modalità tipiche della criminalità organizzata e facendo leva su minacce, intimidazioni e violenza armata.

Il ruolo centrale è quello attribuito a Barbaro, che avrebbe diretto tutte le fasi dell’azione tramite videochiamate, in particolare attraverso piattaforme social come Instagram. È lui a impartire gli ordini, a gestire i contatti con Cerignola e a coordinare anche i momenti più violenti.

La vicenda nasce da una compravendita di orologi di lusso. Secondo quanto emerge dalle intercettazioni, il commerciante avrebbe organizzato l’acquisto del Patek Philippe, ma durante l’incontro si sarebbe consumata una rapina. Sempre secondo l’accusa, per rendere credibile la dinamica, avrebbe simulato di essere a sua volta vittima, dichiarando il furto di un Rolex da circa 10mila euro.

A quel punto entrano in scena i contatti con la criminalità cerignolana, in particolare con il noto Pasquale Saracino detto “Lino u Nerg”, e un suo parente stretto. Barbaro si attiva come intermediario per recuperare l’orologio, concordando – secondo gli atti – un compenso illecito compreso tra i 50mila e gli 80mila euro.

“Uccidili”

La trattativa, però, si trasforma rapidamente in un’azione estorsiva violenta. Prima le minacce: su mandato di Barbaro, il 18enne Bruno si reca sotto casa del commerciante e intimorisce la moglie, prospettando gravi conseguenze se l’orologio non fosse stato restituito. Poi la convocazione in campagna, nei pressi dell’abitazione di Spinelli.

È qui che si consuma l’agguato. Il commerciante continua a negare di avere l’orologio e Barbaro, collegato in videochiamata, perde la pazienza e impartisce l’ordine: “oh!!! uccidili a tutti e due (il commerciante e suo padre, ndr) a questi infamoni!!!”. Subito dopo si sente un colpo d’arma da fuoco e le urla della vittima. Il commerciante viene colpito alla gamba sinistra.

La scena prosegue sotto il controllo a distanza di Barbaro, che chiede conferma del ferimento e impartisce nuove istruzioni: “togli subito quel coso di là… il bossolo!!!”. È Pompilio, secondo l’accusa, a occuparsi di cancellare le tracce, pulendo il sangue e recuperando il bossolo esploso, mentre Spinelli gestisce la situazione sul posto. “Il cancello sta pieno pieno di sangue!”.

Nonostante la gravità dell’accaduto, Barbaro continua a dirigere le operazioni con lucidità, insistendo sulla necessità di ottenere l’orologio: “diccelo che deve portare l’orologio… mo dobbiamo continuare la tesi… mi deve dare l’orologio”. E ancora, con tono minaccioso: “ti faccio azzoppare di testa a terra”, espressione che, secondo gli inquirenti, equivale a una vera minaccia di morte.

La pressione non si ferma neanche dopo il ferimento. Barbaro parla apertamente di terrorizzare la vittima e la sua famiglia: “lo facciamo vivere nel terrore… il prossimo è il padre”, arrivando a ipotizzare ulteriori azioni violente pur di ottenere il risultato.

I contatti in carcere e le videochiamate con i detenuti

Dalle intercettazioni emerge anche un altro elemento particolarmente rilevante: la naturalezza con cui Barbaro e gli altri indagati intrattenevano contatti in videochiamata con soggetti detenuti, informandoli in tempo reale su quanto stava accadendo. Tra questi compare il nome di Raffaele Palumbo, figura già nota agli inquirenti e legata al clan Sinesi-Francavilla, con cui Barbaro commenta in diretta l’aggressione arrivando a dire: “ho avuto un battibecco… l’ho sparato!!”.

Non si tratta di un episodio isolato. Le conversazioni dimostrano una rete di relazioni costante anche con altri ambienti criminali, come nel caso di Luigi Biscotti, 18 anni, arrestato pochi giorni prima insieme a Biagio Scaringi dopo un inseguimento sul Gargano, trovati in possesso di oltre cinque chili di droga tra hashish e cocaina. Elementi che, secondo gli investigatori, confermano non solo la pervasività dei rapporti tra gruppi criminali, ma anche la facilità con cui venivano utilizzati telefoni e social network persino dall’interno delle celle, contribuendo a rafforzare il controllo e il coordinamento delle attività illecite.

Per gli investigatori, proprio le videochiamate rappresentano uno degli elementi più rilevanti dell’indagine: consentono di ricostruire con precisione ruoli, tempi e modalità dell’azione, mostrando un sistema organizzato che utilizza la tecnologia per coordinare estorsioni e violenze, con un asse stabile tra Foggia e Cerignola e un business illecito costruito attorno al mercato degli orologi di lusso.

Seguici anche su Instagram – Clicca qui

Ricevi gratuitamente le notizie sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

Tags: CerignolaCiro Spinelliclan Sinesi-FrancavillacronacaDaniele BarbaroestorsioneFoggiaintercettazioniorologi di lussoSaracinovideochiamate
Articolo precedente

Social e rispetto, all’Università di Foggia confronto su cyberbullismo e rischi digitali

Articolo successivo

Foggia, gli scissionisti del clan e i retroscena sugli ultimi omicidi. “Il vavoso” terrorizzava la città durante la latitanza?

Articoli correlati

Le carte non si riscrivono: la mafia non era un’invenzione e Foggia non può permettersi di dimenticare

Muore per salvare il suo cane: 60enne di Foggia folgorato da un cavo elettrico

Antonio De Sabato

Inchiesta DDA, De Sabato: “Lo scioglimento per mafia del Comune di Foggia trova nuove conferme”

La “banda della marmotta” è arrivata nel centro di Foggia, assalto alla Bper di corso Garibaldi

Grano, crollano le quotazioni: “Prezzi sotto i costi di produzione, così la cerealicoltura del Tavoliere rischia di fermarsi”

Caporalato nel Foggiano, al via il processo “Terra Rossa”. La moglie del prefetto Michele Di Bari tra gli imputati

Ultime Notizie

Cronaca

Sparatoria in piazza a San Severo, il gip lascia in carcere il 50enne: “Una ritorsione perché mi avevano crepato di botte”

L'indagato Antonio Bevilacqua ha confessato di aver sparato parlando di una vendetta dopo un presunto pestaggio subito la sera precedente....

Antonio De Sabato

Inchiesta DDA, De Sabato: “Lo scioglimento per mafia del Comune di Foggia trova nuove conferme”

La “banda della marmotta” è arrivata nel centro di Foggia, assalto alla Bper di corso Garibaldi

RSA di San Nicandro Garganico e Troia, società del gruppo Angelucci condannata a pagare oltre 736mila euro all’ASL Foggia

Grano, crollano le quotazioni: “Prezzi sotto i costi di produzione, così la cerealicoltura del Tavoliere rischia di fermarsi”

Antonio Decaro

Decaro frena sulle primarie del centrosinistra: “Io alla guida del campo largo? Sto facendo il presidente della Regione”

Quotidiano online registrato presso il Tribunale di Foggia, n. 3/2014 Società editrice: iMEDIA srls P.IVA 03942360714

  • Cookies policy
  • Privacy Policy
IMPOSTAZIONI PRIVACY

Copyright © 2026

No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere

Copyright © 2024