Un progetto definito “trasparente, legale e proporzionato alle reali esigenze della comunità”. Il Comitato Multinazionale per la Moschea di Foggia, composto da rappresentanti di 32 nazionalità, interviene con una nota ufficiale per fare chiarezza sul percorso avviato per la realizzazione di un luogo di culto islamico in città.
Un intervento che arriva per “evitare malintesi e interpretazioni distorte”, ribadendo come l’iniziativa sia pienamente conforme alla normativa italiana e inserita in un iter istituzionale preciso.
L’iter e il rapporto con le istituzioni
Il Comitato ha annunciato che presenterà al Comune una proposta formale per ottenere un’area edificabile o un immobile idoneo, passaggio necessario per avviare la procedura prevista dal Ministero dell’Interno.
Prima ancora della costituzione ufficiale, sono stati avviati incontri con il vescovo Giorgio Ferretti e il prefetto Paolo Grieco, oltre a confronti con amministratori locali. “Disponibilità e collaborazione” sarebbero emerse da parte delle istituzioni, nel segno di un dialogo improntato alla legalità e alla trasparenza.
“Nessuna moschea sovradimensionata”
Tra i punti centrali del comunicato, la smentita di alcune ricostruzioni circolate nelle ultime settimane (a riguardo Futuro Nazionale ha annunciato un presidio contro la moschea per domani, ndr). Il Comitato chiarisce di non aver mai parlato di una “grande moschea” né di strutture capaci di accogliere migliaia di fedeli contemporaneamente.
“I musulmani in provincia sono distribuiti in 61 comuni e già frequentano diversi luoghi di culto – spiegano –. Non esiste alcuna necessità di una struttura sovradimensionata”.
Finanziamenti e controlli
Sul fronte delle risorse, il Comitato precisa che la raccolta fondi partirà solo dopo l’eventuale autorizzazione ministeriale e coinvolgerà principalmente la comunità islamica residente in Europa, con eventuali contributi provenienti da Paesi esteri attraverso ambasciate e consolati.
Tutte le operazioni, viene sottolineato, avverranno nel rispetto delle norme italiane e delle leggi antiriciclaggio, garantendo tracciabilità e trasparenza.
“No all’islamofobia, sì al dialogo”
Il Comitato respinge con fermezza le narrazioni legate a presunti rischi di “islamizzazione”, ribadendo di non svolgere alcuna attività missionaria né di promuovere conversioni religiose.
“Invitiamo la cittadinanza a prendere le distanze da ogni forma di islamofobia”, si legge nella nota, con un richiamo al dialogo interreligioso e alla convivenza pacifica.
Il tema dell’integrazione
Nel comunicato viene evidenziato come una parte significativa della comunità islamica foggiana sia composta da giovani nati e cresciuti in Italia, molti dei quali studenti anche dell’Università di Foggia.
Garantire spazi adeguati per il culto, secondo il Comitato, significa favorire integrazione, partecipazione e coesione sociale.
La situazione attuale
Attualmente, nel Comune di Foggia sono presenti solo due luoghi di culto islamici, a fronte di una comunità numerosa e radicata sul territorio. Per questo, in attesa della realizzazione della moschea, si sta valutando anche l’affitto di immobili idonei e conformi alle normative.
Un percorso che il Comitato definisce orientato “al benessere dell’intera comunità foggiana”, con l’obiettivo di costruire una città più inclusiva e capace di affrontare le sfide del futuro.










