È un atto di accusa politico, ma anche una denuncia pubblica dai toni duri e ironici, quello firmato dal consigliere comunale Nunzio Angiola, segretario provinciale del movimento Cambia, all’indomani della bocciatura di tutti e sei gli emendamenti presentati dal suo gruppo.
Nel comunicato, Angiola attacca frontalmente la sindaca di Foggia, Maria Aida Episcopo e la sua maggioranza, accusate di aver respinto ogni proposta senza confronto. A fare da cornice, una filastrocca satirica ribattezzata “La Sindaca del Gran Rifiuto”, con cui il consigliere descrive un’amministrazione chiusa al dialogo e impermeabile alle idee dell’opposizione.
La bocciatura degli emendamenti
Secondo quanto riportato, nessuna delle proposte avanzate da Cambia ha trovato accoglimento. Tra i temi sul tavolo c’erano il potenziamento del tempo pieno nelle scuole dell’infanzia e primarie, l’istituzione di un pronto soccorso veterinario H24, il rafforzamento dei controlli per la sicurezza stradale e misure per il social housing.
Respinte anche le proposte relative alla gestione delle partecipate comunali, per cui si chiedeva l’adozione di piani industriali, e quelle legate alla memoria e alla legalità, come il trasferimento della stele dedicata a Giovanni Panunzio in un luogo più consono e maggiori certezze per la sede dell’associazione a lui intitolata.
Tra i punti evidenziati anche la richiesta di tempi certi per la restituzione alla città di Casa Panunzio, l’ex Villa Lanza confiscata alla mafia.
“Chiusura pregiudiziale”
Angiola parla apertamente di una linea politica improntata al rifiuto sistematico: “La sindaca appare accecata da una chiusura pregiudiziale nei nostri confronti”. Da qui l’accusa di una gestione che, a suo dire, evita il confronto e blocca ogni possibile contributo esterno.
Il consigliere sottolinea come la mancata approvazione degli emendamenti comporti, di fatto, lo stop a una serie di interventi considerati strategici per la città, dalla scuola alla sicurezza, fino alle politiche abitative.
La polemica politica
Nel comunicato, il tono resta fortemente critico anche sul piano politico generale. Angiola parla di una città che “non può aspettare” e invita a un cambio di passo, accusando l’amministrazione di limitarsi a dire “no” senza costruire alternative.
Una presa di posizione che riaccende lo scontro tra maggioranza e opposizione a Palazzo di Città e che lascia presagire nuove tensioni nelle prossime sedute consiliari.










