A Mattinata si apre ufficialmente la sfida elettorale in vista delle comunali di maggio. A contendersi la guida del Comune sarà Pasquale Arena, giovane avvocato alla guida di una coalizione civica che si presenta con lo slogan “Cambiare rotta, insieme. Con Pasquale Arena sindaco”.
Un progetto politico che punta a contrastare il sindaco uscente Michele Bisceglia, ma che si inserisce in un contesto segnato da un passato amministrativo ancora al centro del dibattito.
Il ritorno di Arena sulla scena politica
Arena non è un volto nuovo della politica locale. In passato ha ricoperto il ruolo di assessore all’Urbanistica nella giunta guidata da Michele Prencipe, sciolta nel 2018 per il rischio di infiltrazioni mafiose.
Dopo quello scioglimento, Arena fu dichiarato incandidabile insieme allo stesso Prencipe, al vicesindaco Angelo Perna e al consigliere Angelo Totaro. Il provvedimento, contestato in sede giudiziaria, è poi diventato definitivo.
Oggi, a distanza di anni, Arena torna in campo con l’obiettivo di guidare il Comune garganico, portando avanti un progetto civico che mira a coinvolgere diverse anime del territorio.
Le polemiche sui candidati
La candidatura riaccende inevitabilmente il dibattito sull’opportunità del ritorno sulla scena politica di figure legate a quella stagione amministrativa.
Nella coalizione figura infatti anche Angelo Perna, nome molto conosciuto in paese, soprattutto nel comparto agricolo, ma anch’egli coinvolto nel provvedimento di incandidabilità.
Le polemiche si concentrano proprio su questo aspetto: se sia opportuno o meno che protagonisti di una fase amministrativa conclusasi con lo scioglimento del Comune è relativo provvedimento di incandidabilità possano oggi tornare a candidarsi per la guida dell’ente.
I riferimenti nella sentenza
Nella sentenza che sancì l’incandidabilità, i giudici fecero riferimento anche ad alcuni elementi legati all’attività politica e associativa di Arena. In particolare, veniva citata la costituzione, nel 2016, della Pro Loco di Mattinata insieme ad Angelo Totaro.
Tra i soci figuravano persone ritenute vicine ad ambienti della criminalità organizzata locale, circostanza che – secondo i giudici – imponeva agli amministratori una condotta tale da evitare anche solo il sospetto di possibili condizionamenti.
Nel provvedimento si sottolineava inoltre come, in qualità di assessore con deleghe rilevanti – tra cui urbanistica, assetto del territorio e manutenzione – Arena fosse chiamato a garantire un comportamento improntato alla massima trasparenza.
Anche la posizione di Perna veniva richiamata, con riferimento a legami familiari con soggetti già noti alle forze dell’ordine.
Una sfida che guarda al futuro
Nonostante le polemiche, la coalizione guidata da Arena prova a rilanciare una proposta politica incentrata sul cambiamento e sul ritorno di energie nuove per il territorio.
La sfida elettorale si preannuncia quindi particolarmente delicata, non solo per il confronto con l’amministrazione uscente, ma anche per il peso di un passato recente che continua a influenzare il dibattito pubblico cittadino.













