È il primo grande appuntamento della primavera e, come ogni anno, rappresenta molto più di una semplice festa. A Torremaggiore la Madonna della Fontana torna al centro della vita cittadina, unendo fede, identità e tradizione in un evento profondamente radicato nella cultura locale.
Ieri sera, in una sala consiliare gremita, è stata presentata ufficialmente l’edizione 2026, in programma dal 5 al 9 aprile. All’incontro hanno preso parte il sindaco Emilio Di Pumpo, il parroco don Francesco De Vita, il presidente del Comitato Festa Matteo Calabrese, il rappresentante dei portatori Oreste Renzo Pettinicchio e il responsabile della sicurezza Antonio Tartaglia.
Una festa che parla al mondo agricolo
La Madonna della Fontana è da sempre una figura centrale per la comunità torremaggiorese, profondamente legata al mondo rurale. Non a caso viene invocata dagli agricoltori, simbolo di protezione e speranza per i raccolti.
“È la Madonna invocata dagli agricoltori, e qui a Torremaggiore siamo un popolo di agricoltori – ha sottolineato il sindaco Emilio Di Pumpo –. E quest’anno, ringraziando la Madonna, è piovuto abbastanza. Dobbiamo solo ringraziarla”.
Un legame che affonda le radici nella storia del territorio e che continua a rinnovarsi ogni anno, in un contesto in cui la dimensione religiosa si intreccia con quella sociale ed economica.
Tradizione e spettacolo, il programma 2026
Accanto ai momenti liturgici, la festa offrirà un ricco calendario di eventi civili. Grande entusiasmo per gli ospiti musicali annunciati: LDA, AKA SEVEN, Rosario Miraggio e Carroccia saranno protagonisti delle serate principali, affiancati da complessi bandistici, iniziative per i giovani e spettacoli pirotecnici.
Un programma pensato per coinvolgere tutte le generazioni, mantenendo saldo il legame con le tradizioni locali.
Sicurezza e valorizzazione delle radici
Tra le novità di quest’anno, un rafforzamento del piano sicurezza e nuove iniziative dedicate alla valorizzazione della storia della festa. Durante la presentazione è stato infatti illustrato anche il libro “I Portatori della Madonna della Fontana tra passato, presente e futuro”, che racconta il ruolo fondamentale di chi ogni anno porta in spalla il simbolo della devozione cittadina.
Identità e appartenenza
La Festa della Fontana resta uno dei momenti più sentiti per Torremaggiore, capace di richiamare fedeli, visitatori e tanti cittadini che vivono fuori ma tornano per l’occasione.
“Senza la Madonna della Fontana non siamo torremaggioresi”, ha dichiarato il presidente del Comitato Festa Matteo Calabrese, sintetizzando il significato profondo di una celebrazione che va oltre l’evento.
Un’edizione che si annuncia partecipata e intensa, nel segno di una tradizione che continua a rinnovarsi, mantenendo forte il legame tra fede, comunità e cultura contadina.












