“È stato fatto tanto, ma non basta”. È un grido che arriva diretto dalle famiglie quello lanciato da Doriana, mamma di un ragazzo autistico di 13 anni, alla vigilia della Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo del 2 aprile e in occasione dell’“Abbracciata collettiva”, l’evento che coinvolgerà anche Foggia il 28 e 29 marzo.
Il peso della diagnosi e il senso di solitudine
La storia di Biagio, il figlio di Doriana, è quella di tante famiglie che affrontano quotidianamente il disturbo dello spettro autistico. I primi segnali sono arrivati quando aveva appena 18 mesi, con una regressione del linguaggio.
“Abbiamo ricevuto la prima diagnosi a San Giovanni Rotondo, poi confermata al Bambin Gesù di Roma – racconta la madre –. Oltre al linguaggio, sono emersi problemi neurologici, ritardi cognitivi e difficoltà motorie”.
Ma alla fatica della diagnosi si aggiunge spesso quella dell’isolamento. “Manca un sostegno psicologico e materiale – spiega Doriana –. A volte ci sentiamo soli. Servirebbe più formazione per educatori e psicologi e un maggiore supporto concreto alle famiglie”.
La terapia in acqua e i risultati
Una svolta importante nel percorso di Biagio è arrivata grazie alla Terapia multisistemica in acqua, la cosiddetta Tma. Iniziata quando il ragazzo aveva due anni e mezzo, continua ancora oggi con benefici evidenti.
“I miglioramenti sono stati importanti – racconta la madre –. Il linguaggio non è fluido, ma riesce a comunicare i suoi bisogni. Ci sono progressi anche sul piano motorio e relazionale”.
Un percorso che ha permesso al ragazzo di frequentare la scuola e intraprendere attività di orientamento, ma che resta impegnativo sia dal punto di vista organizzativo che economico.
Costi e difficoltà per le famiglie
Ed è proprio il tema dei costi a rappresentare uno dei principali ostacoli. Non tutte le famiglie, infatti, riescono a sostenere le spese per terapie come la Tma.
A sottolinearlo è anche Matteo Colella, operatore che segue Biagio: “La terapia in acqua è uno strumento efficace, ma spesso non accessibile a tutti. L’Abbracciata collettiva nasce proprio per raccogliere fondi e aiutare le famiglie con minori possibilità economiche”.
L’Abbracciata collettiva anche a Foggia
L’iniziativa coinvolgerà otto città italiane, tra cui Foggia, e rappresenta un momento di sensibilizzazione e solidarietà. Una maratona in acqua che vuole essere simbolo di vicinanza concreta alle famiglie e ai bambini con autismo.
Un evento che, oltre alla raccolta fondi, punta a tenere alta l’attenzione su una realtà ancora troppo poco sostenuta.
Un appello alle istituzioni
Dalla testimonianza di Doriana emerge un messaggio chiaro: servono più servizi, più formazione e un sostegno continuo.
Perché, come sottolinea la madre, “qualcosa è stato fatto, ma non è ancora sufficiente”. E dietro ogni diagnosi, ogni terapia e ogni difficoltà, ci sono famiglie che chiedono di non essere lasciate sole.











