Cinque giovani, tutti originari della provincia di Foggia, sono finiti agli arresti domiciliari nell’ambito di un’indagine sui colpi agli sportelli bancomat messi a segno con la tecnica della “marmotta”. L’ordinanza di custodia cautelare è stata eseguita nella mattinata dai carabinieri del comando provinciale di Avellino, su disposizione del gip del tribunale irpino e su richiesta della Procura.
Le indagini e i colpi contestati
Gli indagati, di età compresa tra i 21 e i 29 anni, sono gravemente indiziati – allo stato delle indagini preliminari – di concorso in furto aggravato, danneggiamento e detenzione e trasporto di materiale esplosivo. Alcuni di loro risultano già noti alle forze dell’ordine. Si tratta di Gabriele Ferrante, 20 anni, Francesco Ciro Di Leo, 25 anni, Antonio Di Benedetto, 21 anni e Gabriele Bruno, 21 anni, tutti di Orta Nova. Il quinto è un foggiano, Pasquale Carbone, 29 anni.
Le investigazioni sono partite alla fine del 2024, in seguito a una serie di attacchi agli ATM registrati in Irpinia. In particolare, vengono contestati due episodi: l’assalto allo sportello della BPER di Gesualdo nel settembre 2024 e quello alla BPM di Lacedonia nel dicembre dello stesso anno.
La tecnica della “marmotta” e il lavoro degli investigatori
Il gruppo avrebbe agito utilizzando la cosiddetta “marmotta”, un ordigno esplosivo artigianale inserito all’interno degli sportelli automatici per provocarne la deflagrazione e sottrarre il denaro contenuto.
Per risalire ai presunti responsabili, i carabinieri hanno sviluppato un’attività investigativa articolata, basata sull’analisi dei sistemi di videosorveglianza, dei flussi telefonici e telematici, sul tracciamento dei veicoli e su comparazioni antropometriche.
Secondo quanto emerso, i cinque potrebbero essere coinvolti anche in altri assalti analoghi avvenuti in Abruzzo e Molise.
Misure cautelari e ricerche in corso
Il giudice per le indagini preliminari, condividendo le risultanze raccolte dalla Procura di Avellino, ha disposto per tutti gli arresti domiciliari in attesa degli interrogatori di garanzia.
Uno degli indagati, però, risulta attualmente irreperibile ed è attivamente ricercato.
L’operazione riaccende l’attenzione su un fenomeno, quello degli assalti ai bancomat con esplosivo, che negli ultimi anni ha visto spesso coinvolti gruppi provenienti dal Foggiano, ritenuti particolarmente specializzati in questo tipo di azioni.









