A Lucera si accende il confronto politico sulla gestione di due tra i beni culturali più importanti della città, la Fortezza Svevo-Angioina e l’Anfiteatro Augusteo. Al centro della polemica l’avviso pubblico comparativo pubblicato dal Comune il 12 marzo, con scadenza fissata al 25 marzo, per l’individuazione di un soggetto con cui attivare un partenariato speciale pubblico-privato.
A sollevare dubbi e critiche sono i consiglieri comunali Vincenzo Checchia, Francesca Niro, Francesco Aquilano, Pasquale Colucci, Rossella Travaglio e Antonio Dell’Aquila, che parlano di tempi eccessivamente ridotti e chiedono una revisione della procedura.
“Solo pochi giorni per progetti complessi”
Secondo i consiglieri, i tredici giorni previsti dal bando – di fatto ancora meno considerando i soli giorni lavorativi – non consentirebbero agli operatori del settore di predisporre proposte adeguate.
“Si tratta di un tempo estremamente limitato per elaborare un progetto serio e sostenibile sotto il profilo gestionale, economico e scientifico”, sottolineano.
Un aspetto che, a loro avviso, rischia di limitare la partecipazione e la qualità delle proposte.
I dubbi sull’urgenza della procedura
Nel comunicato viene evidenziato anche un altro elemento: la procedura sarebbe stata avviata anche sulla base di una proposta pervenuta via PEC il 23 febbraio scorso.
L’amministrazione ha motivato l’urgenza richiamando un avviso regionale legato al PR Puglia, pubblicato però già nel settembre 2025. Un elemento che, secondo i consiglieri, rende legittimo interrogarsi sulle ragioni dell’avvio tardivo e della conseguente compressione dei tempi.
“Serve il confronto in Consiglio comunale”
Critiche anche sulla scelta della Giunta di non coinvolgere il Consiglio comunale nella decisione.
Per i firmatari del documento, una procedura che riguarda la gestione di beni simbolo della città, per un periodo fino a cinque anni, dovrebbe essere discussa anche in sede consiliare per garantire trasparenza e condivisione.
Il nodo delle competenze professionali
Tra le osservazioni sollevate, anche quella relativa alle competenze richieste. Pur parlando di approccio multidisciplinare, l’avviso non prevede esplicitamente l’obbligo di coinvolgere figure specialistiche come archeologi, archivisti o storici.
Una lacuna che, secondo i consiglieri, appare significativa considerando il valore storico e culturale dei siti interessati.
La richiesta di revisione e il possibile ricorso
I consiglieri chiedono quindi una revisione dei tempi della procedura, per consentire una partecipazione più ampia e qualificata.
In caso contrario, annunciano la possibilità di segnalazioni agli organi competenti, tra cui Corte dei Conti e Autorità nazionale anticorruzione, per verificare la correttezza dell’iter amministrativo.
“Beni da tutelare con scelte condivise”
Al centro della presa di posizione, la tutela del patrimonio culturale cittadino.
“I beni culturali di Lucera rappresentano un patrimonio collettivo di straordinario valore storico e identitario”, evidenziano, ribadendo la necessità che le decisioni sulla loro gestione vengano assunte con tempi adeguati e con il coinvolgimento delle migliori competenze.












