A Foggia tornano al centro dell’attenzione i vecchi contenitori per la raccolta differenziata installati anni fa in diversi punti della città e ormai diventati, secondo le associazioni ambientaliste, veri e propri “relitti urbani”.
A denunciare la situazione è ancora una volta il WWF, che da oltre vent’anni segnala il problema di queste strutture rimaste sul territorio nonostante il cambio dei sistemi di raccolta dei rifiuti. I contenitori, che avrebbero dovuto rappresentare uno strumento per migliorare la gestione della differenziata, oggi risultano spesso abbandonati o inutilizzati.
Contenitori trasformati in discariche
Nel tempo molti di questi contenitori sono stati utilizzati impropriamente dai cittadini. All’interno, secondo quanto segnalato, finiscono rifiuti di ogni tipo: scatoloni, sacchi della spazzatura e persino deiezioni canine.
Questa situazione ha trasformato alcune di queste strutture in piccole discariche improvvisate, con conseguenti problemi di decoro urbano e di igiene.
Strutture deteriorate e rischio sanitario
Con il passare degli anni i contenitori si sono deteriorati, anche nelle parti metalliche, diventando in alcuni casi potenzialmente pericolosi. L’usura e l’abbandono hanno inoltre favorito la presenza di animali infestanti, come ratti e scarafaggi, che trovano riparo all’interno delle strutture.
Secondo le associazioni ambientaliste, il problema non riguarda solo il decoro urbano ma anche possibili rischi sanitari per i residenti delle zone interessate.
Un problema denunciato da anni
Il WWF ricorda che la questione viene segnalata da tempo, senza che si sia arrivati a una soluzione definitiva. Gli attivisti chiedono quindi un intervento concreto per rimuovere o riqualificare i vecchi contenitori ancora presenti in città.
La vicenda riporta anche l’attenzione sui costi sostenuti per il progetto originario della raccolta differenziata, che secondo le stime avrebbe comportato una spesa di circa 2,5 milioni di euro.
La richiesta di interventi
L’appello rivolto alle istituzioni è quello di affrontare definitivamente il problema, evitando che le strutture restino ancora a lungo abbandonate e inutilizzate.
Per le associazioni ambientaliste si tratta di una questione di decoro urbano, sicurezza e rispetto dell’ambiente, ma anche di responsabilità verso le future generazioni.










