Sarà una Pasqua all’insegna dei rincari quella del 2026. Aumentano i prezzi delle uova di cioccolato, delle colombe e soprattutto dei trasporti per chi dovrà spostarsi durante le festività. Un quadro che, secondo le associazioni dei consumatori, potrebbe aggravarsi ulteriormente nelle prossime settimane anche a causa delle tensioni internazionali e del possibile aumento dei carburanti.
Come riporta “La Gazzetta del Mezzogiorno”, gli aumenti sono già evidenti sugli scaffali dei supermercati, in particolare per quanto riguarda le uova di Pasqua. Il Codacons segnala rincari che vanno dal +6% fino al +10% rispetto allo scorso anno.
“Nei supermercati e nei negozi alimentari, al netto di offerte e promozioni, si registrano ritocchi al rialzo rispetto allo scorso anno che vanno dal +6% fino a raggiungere per alcuni marchi il +10%” spiega l’associazione dei consumatori.
Nel dettaglio, il prezzo al chilo delle uova di cioccolato industriali può superare nel 2026 i 77 euro, contro i 70 euro dello scorso anno. Nella grande distribuzione un uovo può costare dai 7 ai 22 euro, mentre per i prodotti artigianali i prezzi medi oscillano tra 30 e 40 euro, fino a superare anche i 100 euro per quelli gourmet.
Perché le uova costano di più
Gli aumenti arrivano nonostante il calo delle quotazioni internazionali del cacao, che oggi si aggirano intorno ai 3.300 dollari a tonnellata, dopo aver toccato il record di 12mila dollari a fine 2024.
Secondo il Codacons la spiegazione è legata alle scorte acquistate in precedenza dall’industria dolciaria. “Uova e prodotti dolciari a base di cioccolato venduti oggi nei negozi sono stati realizzati col cacao acquistato in precedenza dalle industrie alimentari a prezzi sensibilmente più alti rispetto a quelli odierni”.
In altre parole, i produttori devono ancora smaltire le materie prime comprate quando il cacao aveva prezzi molto più elevati e questo impedisce per ora una riduzione dei listini al dettaglio.
Colombe in aumento ma rincari più contenuti
Va leggermente meglio per le colombe pasquali, i cui prezzi crescono in modo più contenuto. I rincari medi per quelle classiche si aggirano attorno al +3%.
Le colombe industriali costano mediamente tra 5,40 e 15,90 euro, mentre quelle farcite arrivano tra 8,50 e 19,90 euro.
Nel complesso il mercato delle uova di Pasqua e delle colombe vale oltre 600 milioni di euro all’anno in Italia.
Viaggi sempre più cari
A incidere sul bilancio delle famiglie saranno anche i costi degli spostamenti. Secondo Assoutenti, i prezzi dei voli sono già molto elevati nonostante manchino ancora diverse settimane alla Pasqua.
Partendo venerdì 3 aprile e tornando martedì 7 aprile, la spesa minima per alcune tratte supera i 400 euro. Per esempio servono 418 euro per volare da Genova a Catania, 343 euro da Milano a Crotone e 324 euro da Roma a Reggio Calabria.
Tra le tratte più costose figurano anche Napoli-Olbia (310 euro), Verona-Catania (297 euro), Milano-Brindisi (296 euro) e Milano-Catania (290 euro).
Si tratta di prezzi che spesso non includono servizi aggiuntivi come il bagaglio a mano o la scelta del posto.
Treni ad alta velocità non più economici
Anche i treni registrano tariffe elevate. Per un viaggio di sola andata il 3 aprile, acquistato oggi, servono 185 euro da Torino a Reggio Calabria con l’alta velocità Italo e 175 euro partendo da Milano.
Con Trenitalia il costo è di 120 euro da Milano a Lecce, 116 euro da Torino a Bari, 96 euro da Venezia a Lecce e 92 euro da Genova a Salerno.
Secondo il presidente di Assoutenti Gabriele Melluso, i prezzi potrebbero salire ancora nei prossimi giorni.
“Si tratta di tariffe destinate a salire ulteriormente nei prossimi giorni come effetto della maggiore domanda da parte dei cittadini che vogliono tornare a casa durante le feste”.
E sul settore dei trasporti pesa anche l’incognita dei carburanti. L’eventuale aumento dei prezzi del petrolio, legato alle tensioni internazionali, potrebbe infatti tradursi in ulteriori rincari per i consumatori.












