La comunità musulmana di Foggia annulla la celebrazione pubblica della festa di fine Ramadan, l’Eid al-Fitr, prevista per venerdì 20 marzo 2026 allo Slow Park. La decisione è stata comunicata dal Comitato Multinazionale per la Moschea di Foggia, che ha spiegato di aver scelto di sospendere l’evento per rispetto verso le vittime dei conflitti in Medio Oriente.
Secondo quanto spiegato dal coordinatore e rappresentante legale Mainul Islam, la scelta nasce da un sentimento di solidarietà verso i civili e i bambini coinvolti nelle guerre in corso. “Una festa pubblica – spiegano dal Comitato – non sarebbe coerente con i valori umani e spirituali che guidano la nostra comunità in questo momento”.
La decisione del Comitato
L’organizzazione dell’evento era partita alcune settimane fa, con la speranza che la situazione internazionale potesse migliorare prima della conclusione del mese sacro del Ramadan. L’evoluzione dei conflitti, però, ha portato a una scelta diversa.
Il Comitato parla di un gesto di responsabilità e di rispetto, definendolo un atto simbolico di vicinanza verso chi oggi vive situazioni di sofferenza e perdita.
Preghiere confermate nei luoghi di culto
Nonostante l’annullamento dell’evento pubblico, la ricorrenza religiosa sarà comunque celebrata. La preghiera dell’Eid al-Fitr si svolgerà regolarmente nelle sale di culto presenti sul territorio provinciale, tra cui quelle di Foggia Villaggio Artigiani, San Severo, Borgo Mezzanone e Orta Nova, oltre ad altri centri della Capitanata.
In questo modo, spiegano gli organizzatori, sarà garantita la dimensione spirituale della festività nel rispetto delle tradizioni religiose e della serenità delle comunità locali.
Il progetto della moschea
Nel comunicato il Comitato ribadisce anche il proprio impegno per la realizzazione di una moschea riconosciuta e regolamentata a Foggia, un progetto che coinvolge cittadini provenienti da 32 Paesi residenti nei 61 Comuni della provincia.
L’obiettivo, spiegano i promotori, è costruire un luogo di culto che diventi simbolo di integrazione, dialogo e collaborazione con le istituzioni.
Il Comitato ha inoltre ringraziato il vescovo, la sindaca e l’amministrazione comunale per la sensibilità dimostrata nel sostenere l’iniziativa, sottolineando la volontà di continuare a costruire un percorso di convivenza e confronto tra le diverse comunità presenti in città.










