Sigilli in vari angoli della provincia di Foggia, cantieri sequestrati e indagini ad ampio raggio sugli appalti dell’imprenditore foggiano Giuseppe Caroprese, estraneo al gruppo Caroprese immobiliare. Oggi Procura di Foggia e Guardia di Finanza hanno acceso i fari su vari soggetti per ipotesi di reato che vanno dalla frode nelle pubbliche forniture alla truffa, dalla turbata libertà degli incanti al falso, fino al subappalto non autorizzato.
Oltre a Caroprese è coinvolto il dirigente del Comune di Foggia, Tullio Daniele Mendolicchio per vicende riguardanti il precedente incarico di quest’ultimo a San Marco in Lamis. Sotto i riflettori le procedure di gara in undici Comuni del Foggiano, oltre alla cittadina garganica ci sono Candela, Roseto Valfortore, Accadia, Apricena, Torremaggiore, Alberona, Mattinata, Deliceto, San Nicandro Garganico e Poggio Imperiale.
Sequestrati 700mila euro
La Guardia di Finanza del Comando provinciale di Foggia ha eseguito un decreto di perquisizione locale e domiciliare con contestuale sequestro emesso dalla Procura della Repubblica di Foggia per presunte irregolarità nell’esecuzione di appalti pubblici. Nel corso delle perquisizioni, effettuate anche con l’ausilio delle unità cinofile “cash dog”, i militari hanno sequestrato 700mila euro in contanti.
L’attività investigativa ha riguardato Caroprese, la moglie Rita De Maio, e il dirigente Mendolicchio. Indagati, inoltre, Giuseppe Martino, Antonio La Marra, Andrea Sassano, Antonio Ventarola, Aurelio Agriesti, Giuseppe Agnusdei, Emilio Manzelli, Piero Giuliani, Ciro Grittani, Luigi Parlante e Saverio Buccino.
Secondo quanto emerso, le presunte condotte fraudolente sarebbero state commesse nella fase di esecuzione di diversi appalti pubblici nel territorio provinciale, relativi in particolare a lavori di ammodernamento e messa in sicurezza di strade e impianti fognari.
Le presunte irregolarità
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, in più cantieri sarebbe stato adottato un sistema volto a ridurre i costi dei lavori, con possibili difformità tra quanto previsto nei progetti e quanto effettivamente realizzato.
Uno degli episodi citati riguarda San Marco in Lamis, dove durante verifiche su un cantiere per lavori stradali sarebbe emerso che il manto di asfalto risultava più sottile rispetto a quanto previsto dal capitolato. In particolare, gli accertamenti avrebbero evidenziato uno spessore inferiore agli standard indicati nel progetto.
A Torremaggiore le indagini si concentrano su lavori di riqualificazione urbana e della viabilità. Secondo gli accertamenti, alcune lavorazioni sarebbero state affidate in subappalto a imprese non autorizzate e, in diversi punti del cantiere, il vecchio asfalto non sarebbe stato rimosso o fresato come previsto prima della posa del nuovo manto stradale.
Irregolarità emergerebbero anche nei lavori eseguiti nel territorio di Apricena, dove gli investigatori ipotizzano anomalie nella realizzazione di opere pubbliche legate a interventi di messa in sicurezza e bonifica ambientale. In questo caso le verifiche riguardano in particolare la documentazione tecnica e la corrispondenza tra le opere progettate e quelle effettivamente realizzate.
Ulteriori accertamenti sono stati eseguiti anche in altri comuni della provincia, tra cui Alberona, Poggio Imperiale, Mattinata, San Nicandro Garganico, Accadia e Candela, dove i controlli si concentrano su lavori di manutenzione e ammodernamento della viabilità o su interventi di messa in sicurezza del territorio.
Documenti acquisiti in undici Comuni
Parallelamente alle perquisizioni, i finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Foggia e della Compagnia di San Severo hanno acquisito una vasta documentazione relativa alle procedure di gara degli undici Comuni interessati, che risultano stazioni appaltanti dei contratti finiti sotto la lente degli investigatori.
L’operazione si inserisce nell’attività di contrasto agli illeciti nel settore della spesa pubblica e della pubblica amministrazione, ambito nel quale la Guardia di finanza svolge funzioni di polizia economico-finanziaria a tutela degli interessi dello Stato e della collettività.
Indagini in corso
Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Le posizioni delle persone coinvolte sono al vaglio dell’autorità giudiziaria e, come previsto dalla legge, gli indagati non possono essere considerati colpevoli fino a una eventuale sentenza definitiva di condanna.









