Si attendono per domani, sabato 14 marzo alle ore 10.30 in Sala Giunta di Palazzo di Città a Foggia, le comunicazioni della sindaca Maria Aida Episcopo sulla verifica scoppiata dopo la diserzione dei gruppi consiliari del Pd, M5S, decariani e socialisti.
La prima cittadina ha convocato un incontro con i segretari cittadini e provinciali, i rappresentanti dei partiti di maggioranza consiliare e i capigruppo al Comune di Foggia.
Posto che Episcopo si è detta disposta alla nomina di un city manager, cosa proporrà agli alleati per mitigare lo scollamento tra esecutivo ed eletti? Sarà disposta a fare dei cambi nella sua squadra di governo per favorire l’ingresso di nuovi gruppi costituitisi in seno al consiglio nel corso degli ultimi due anni?
Entro il 16 marzo, giornata in cui è stato convocato un nuovo consiglio comunale, la sindaca dovrà chiudere la verifica e presentare la sua ipotesi per ricompattare il campo largo progressista che ha vinto le elezioni al primo turno nell’ottobre del 2023, se non vuole ritrovarsi completamente dimezzata nella sua funzione.
La prima cittadina riuscirà a ritrovare gli equilibri interni alla coalizione e a sopire le rivalità tra le varie anime della maggioranza? Nessuno alla vigilia sa cosa dirà domani.
L’obiettivo di evitare uno strappo non è ancora scongiurato se è vero che alcuni maggiorenti stanno facendo scouting tra imprenditori e società civile per trovare un eventuale rimpiazzo alla ex dirigente dell’ufficio scolastico provinciale se si dovesse ritornare al voto.
Le ipotesi sul tavolo sono due. Da un lato il rimpasto di giunta, con possibile redistribuzione o cambio delle deleghe, ormai tramontato.
Dall’altro il rafforzamento della tecnostruttura del Comune, anche attraverso nuove figure dirigenziali come il direttore generale.
Non sono pochi coloro che però di chiedono se davvero consiglieri come Italo Pontone o Lino Dell’Aquila possano accontentarsi di un city manager. Tanto rumore per nulla?
Lo scontro è tutto interno tra socialisti e “decariani”. Entrambe le forze chiedono maggiore peso politico e l’ingresso o il rafforzamento in giunta. Ma è quasi impossibile che entrambi possano avere un assessorato.
In tale contesto negli ultimi giorni si è inserita anche l’ennesima polemica sulla famiglia allargata della vicesindaca Lucia Aprile, leader dei traslochi a Foggia e da sempre nell’albo dei fornitori del Comune di Foggia.
Resta il nodo del direttore generale esterno al Comune.
L’idea, sostenuta da alcuni partiti della maggioranza, in particolare da PD e M5S che potrebbe puntare su Micky de’ Finis (il quale però avrebbe già declinato la ripetuta offerta per il suo lavoro alla Direl, il sindacato della dirigenza pubblica) , per fare da “collante” tra dirigenti e politica, è diventata anche terreno di scontro politico: se per alcuni rappresenterebbe una soluzione tecnica alla crisi, per altri rischia di apparire come l’ennesimo incarico creato per allontanare la partecipazione diretta dei cittadini.
“Noi crediamo che lei accetterà tutte le condizioni poste da Pd e M5S, obiettivamente sta a lei aprire se vuole incassare la nostra fiducia al bilancio”, osserva un pentastellato.










