Proseguono senza sosta le ricerche di Elena Rebeca Burciou, la giovane di quasi 21 anni di origine rumena scomparsa nei giorni scorsi tra la Bat e il Foggiano. Gli investigatori stanno ricostruendo le ultime ore della ragazza e tra gli elementi emersi dalle indagini c’è anche l’episodio di un uomo che avrebbe tentato di imporle la sua “protezione”.
Il tentativo di imporre la “protezione”
Secondo quanto emerso dalle indagini della squadra mobile della Questura di Foggia, nei giorni precedenti alla scomparsa la giovane sarebbe stata avvicinata per strada da un cittadino albanese insieme all’amica 38enne, sua connazionale, con cui viveva a Canosa di Puglia.
L’uomo avrebbe cercato di imporre alle due donne di lavorare per lui, offrendo una sorta di “protezione”. Una proposta che entrambe avrebbero rifiutato.
La vita tra Canosa e il Foggiano
La giovane, orfana e senza parenti, era arrivata in Italia insieme all’amica che la ospitava nella sua abitazione a Canosa di Puglia. In un primo momento le due avevano lavorato come braccianti agricole, ma da alcune settimane avevano deciso di prostituirsi.
Ogni giorno raggiungevano Foggia con mezzi di fortuna, ancora non individuati dagli investigatori, fermandosi nei pressi della statale 16 in direzione San Severo.
Il cellulare trovato vicino alla borgata La Rocca
Un elemento importante per le indagini è il ritrovamento del cellulare della giovane. Il telefono è stato trovato in una piazzola di sosta nei pressi della borgata La Rocca, nel territorio foggiano.
Un dettaglio che ha portato gli investigatori a concentrare le ricerche proprio in quella zona.
Il giubbotto
Le operazioni di ricerca sono coordinate dalla Prefettura di Foggia, che ha attivato il piano provinciale interforze per le persone scomparse.
Sul campo sono impegnati polizia di Stato, carabinieri e guardia di finanza, con il supporto dei vigili del fuoco, delle unità cinofile e dei volontari della protezione civile. Le squadre stanno passando al setaccio l’area, controllando casolari abbandonati, pozzi e canali di scolo.
Lungo la statale 16, tra Foggia e San Severo, è stato ritrovato – lo riporta Ansa – il giubbotto bianco di pelliccia che la ragazza indossava il giorno della scomparsa. Il ritrovamento risale ad una settimana fa ma lo si è appreso solo oggi. Proprio dalle tracce sul giubbotto, annusato da un cane molecolare, un pastore belga di cinque anni, sono riprese le ricerche della ragazza. Questa mattina l’unità cinofila della protezione civile dell’associazione nazionale della guardia di finanza sta perlustrando le campagne nel raggio di qualche chilometro. Anche un drone della polizia locale si è alzato per perlustrare dall’alto terreni e strade attorno al luogo della scomparsa insieme agli uomini della polizia di stato. A circa tre chilometri dal luogo dove era stata vista l’ultima volta dalla amica connazionale che ne ha poi denunciato la scomparsa, e dove la polizia ha trovato il giubbotto, era stato ritrovato il telefono cellulare della 21enne sul ciglio della strada, all’altezza di borgo la Rocca.
Gli investigatori non escludono alcuna ipotesi: tra le possibilità al vaglio c’è anche quella che la giovane possa essere trattenuta contro la sua volontà oppure che abbia deciso di tornare nel suo Paese dopo aver spento e abbandonato il telefono.









