L’Anci Puglia torna a lanciare l’allarme sugli assalti ai bancomat e chiede un intervento urgente del Ministero dell’Interno guidato da Matteo Piantedosi. L’associazione dei Comuni pugliesi ha infatti inviato una nuova nota al Viminale per sollecitare misure straordinarie di contrasto a un fenomeno che, secondo i sindaci, ha ormai assunto dimensioni emergenziali.
La comunicazione fa seguito a una precedente segnalazione inviata lo scorso 2 dicembre 2025 e ribadisce il forte senso di insicurezza percepito dalle comunità locali, in particolare nei piccoli centri.
Escalation di attacchi in tutta la regione
Negli ultimi mesi si sono registrati nuovi episodi nelle province di Foggia, Barletta-Andria-Trani, Bari, Taranto e Lecce. Tuttavia è proprio il territorio foggiano a risultare il più colpito, con una concentrazione di assalti molto elevata e attacchi che, secondo quanto segnalato dai sindaci, si verificano con una frequenza di pochi giorni.
Le modalità operative – spesso con esplosivi utilizzati durante la notte – fanno pensare alla presenza di una vera e propria rete criminale organizzata.
Paura nei centri abitati
Gli assalti avvengono spesso in pieno centro abitato o nei centri storici, provocando forti esplosioni che causano danni agli edifici e mettono a rischio l’incolumità dei cittadini.
Oltre alla paura tra i residenti, gli episodi provocano anche gravi danni economici alle attività e agli istituti bancari coinvolti.
La richiesta al Ministero
Per questo l’Anci Puglia chiede al Ministro dell’Interno di promuovere una strategia regionale coordinata di prevenzione e contrasto, avviando un confronto operativo tra Ministero, Prefetture e sindaci.
Tra le richieste principali c’è anche il rafforzamento del presidio territoriale delle forze dell’ordine, soprattutto nelle aree più colpite dove – secondo quanto segnalato – gli organici sarebbero inferiori al minimo previsto.
L’obiettivo è garantire maggiore sicurezza alle comunità locali e assicurare l’accesso ai servizi essenziali, come il prelievo di contante, ristabilendo una percezione concreta della presenza dello Stato nei territori più esposti al fenomeno criminale.










