Il futuro del trasporto pubblico locale a Foggia torna al centro del dibattito. Alcune organizzazioni sindacali sollevano interrogativi sulla reale configurazione in house dell’ATAF, l’azienda che gestisce il servizio urbano nel capoluogo dauno.
Il tema si inserisce nel quadro più ampio della riorganizzazione del Trasporto pubblico locale (Tpl) in Puglia, che dovrà arrivare entro il 31 dicembre 2026 alla conclusione della gara europea per l’affidamento di tutti i servizi su gomma, sia urbani sia extraurbani.
Il piano regionale e il nodo Ataf
La Regione Puglia ha predisposto la pianificazione del sistema secondo quanto previsto dalla legge regionale e dal regolamento europeo sul Tpl. Il Piano triennale dei servizi, elaborato dalla struttura tecnica regionale con il supporto del consulente Stefano Ciurnelli, prevede per l’Ambito territoriale ottimale (Ato) di Foggia una suddivisione tra lotti urbani ed extraurbani.
Nel piano il servizio svolto dall’ATAF viene indicato come affidamento in house, ma proprio su questo punto si concentrano le perplessità di alcune sigle sindacali.
Secondo quanto evidenziato, il Comune di Foggia avrebbe adottato nel luglio 2025 soltanto una delibera di giunta di indirizzo politico per avviare il percorso verso l’affidamento diretto del servizio urbano, incaricando gli uffici di interloquire con la Regione e avviare le procedure necessarie.
Le procedure previste dalla legge
L’affidamento in house nel settore del trasporto pubblico è regolato da norme particolarmente stringenti, tra cui il decreto legislativo 201 del 2022, che richiede verifiche sulla convenienza economica, sulla qualità del servizio e sull’impatto per i bilanci pubblici.
Le procedure prevedono inoltre il coinvolgimento di diverse autorità nazionali, tra cui Autorità di regolazione dei trasporti, Autorità garante della concorrenza e ANAC.
In altri capoluoghi pugliesi, come Lecce e Taranto, il percorso per l’affidamento in house sarebbe stato completato con deliberazioni dei consigli comunali, mentre nel caso foggiano il processo risulterebbe ancora in fase preliminare.
I ricorsi al Tar sul piano regionale
La questione si intreccia anche con i ricorsi presentati al Tar Puglia contro il Piano triennale dei servizi da parte delle Province di Foggia e Taranto e delle associazioni di categoria Asstra e Anav. Le udienze sono previste nel mese di giugno.
Tra i punti contestati nel ricorso della Provincia di Foggia ci sarebbe anche l’eventuale accollamento di oneri finanziari all’ente provinciale, ritenuto non conforme alla normativa.
La richiesta di chiarimenti
Alla luce di queste criticità, i sindacati chiedono alla Regione Puglia, oggi guidata all’assessorato ai Trasporti da Raffaele Piemontese, di fare chiarezza sull’intera procedura e sullo status dell’azienda foggiana.
Nel frattempo la Provincia di Foggia, chiamata a redigere il Piano provinciale di bacino, avrebbe chiesto alla Regione ulteriori chiarimenti proprio sulla configurazione dell’ATAF come società in house.
Un aspetto non secondario: se l’azienda fosse effettivamente considerata tale, verrebbe esclusa quasi completamente dal piano provinciale, con effetti diretti sulla definizione dei lotti e dei parametri economici del futuro sistema di trasporto pubblico.
Il nodo del servizio pubblico
La vicenda arriva mentre il territorio è già alle prese con il dibattito su altri servizi pubblici locali. Per questo, sottolineano le organizzazioni sindacali, la gestione del trasporto pubblico urbano richiede particolare attenzione e prudenza, trattandosi di un servizio essenziale legato al diritto alla mobilità dei cittadini.











